

VITERBO - Scende in campo la politica viterbese in rosa per dare un segnale forte a sostegno della prevenzione contro il tumore alla mammella. Venerdì 18 marzo a partire dalle ore 11,30, infatti, in occasione dell’arrivo dell’Unità mobile di Mammografia della Ausl di Viterbo in Piazza del Sacrario, davanti alla ex chiesa degli Almadiani, quattro donne della vita pubblica della città dei papi si sono date appuntamento per caldeggiare fattivamente il programma di screening, sottoponendosi a una mammografia e rispondendo positivamente alla lettera inviata dall’azienda sanitaria locale. La stessa lettera che sta arrivando nelle case delle 8200 donne residenti nel capoluogo della Tuscia, di età compresa tra i 50 e i 69 anni, a cui il programma è rivolto.
Le quattro testimonial vip sono la senatrice Laura Allegrini, la consigliera di parità del Comune, Antonietta Russo, la consigliera di parità della Provincia, Daniela Bizzarri e il consigliere comunale, Linda Natalini. Ad accoglierle ci saranno il direttore dell’Unità operativa di Diagnostica e prevenzione senologica, Maria Teresa Strassera, il direttore dell’Unità operativa Coordinamento dei programmi di screening, Silvia Brezzi, e il direttore sanitario della Ausl di Viterbo, Marina Cerimele, la quale anche lei si sottoporrà a una mammografia.
Dall’inizio di febbraio è iniziato il tour in tutti i quartieri e le frazioni di Viterbo e da, venerdì 18 marzo fino all’11 di aprile, con l’Unità mobile di mammografia che si fermerà alla ex chiesa degli Almadiani, sarà il turno del Centro, di Villanova e di San Pietro.
Il programma di screening mammografico è un percorso organizzato di diagnosi precoce con l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore della mammella mediante l’invito ad eseguire ogni 2 anni la mammografia, la quale, attualmente, è l’esame più specifico e più sensibile per individuare precocemente il tumore e, quindi, per aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita grazie a interventi chirurgici sempre più conservativi e terapie mediche meno aggressive. Se la mammografia è normale la risposta viene spedita a casa e la donna ha la garanzia di essere richiamata dopo 2 anni. Se invece la mammografia rileva una anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente da un operatore sanitario per concordare un appuntamento presso il Centro di II livello (Unità operativa di Diagnostica e prevenzione senologica di Montefiascone) dove vengono effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, prelievo con ago). Se il risultato degli accertamenti di II livello è positivo alla donna viene proposto un percorso chirurgico oncologico riabilitativo presso l’ospedale di Belcolle.
Aderire all’invito della Ausl è fondamentale sotto il profilo della prevenzione e della diagnosi precoce della patologia, tuttavia, proprio a Viterbo negli scorsi anni l’adesione è si è rivelata più bassa della media provinciale. Per questa ragione, e per inviare un messaggio forte alla popolazione, quest’anno a sostegno del programma di screening mammografico si sono impegnate le principali espressioni istituzionali, politiche e associative viterbesi. Decisivo è stato lo sforzo messo in campo dall’Amministrazione comunale, ma anche quello garantito da alcuni protagonisti del no profit locale, come la sezione dell’Avis e l’associazione Beatrice onlus. “