ANNO 27 n° 278
La politica trema: Moscaroli "canta" e la Procura "ascolta"

VITERBO - Finalmente qualcosa iniziò ad emergere da quell'assolato palazzo di Giustizia di Viterbo.

Dai fascicoli della Procura escono degli spaccati di storia contemporanea davvero inquiertanti.

Alla luce del sole decenni di tangenti pagate ed intascate per lavorare all'interno della Asl.

Dal contante alle consulenze, i modi per far contenti dirigenti e direttori generali era una consuetudine. Lo dice uno che per pagare tangenti è finito in carcere, Alfredo Moscaroli.

Lo scrive su due memoriali spediti in Procura per mano dei suoi avvocati di fiducia. Fogli di carta pieni di brutte storie, di nomi e di cifre.

Quel primo documento è entrato in possesso de "L'Opinione di Viterbo" e il giornale lo racconterà pian piano.

 




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