ANNO 27 n° 269
La ricetta di Michelini per le fontane di Viterbo
Il candidato sindaco del centrosinistra punta sul turismo
22/05/2013 - 14:22

di Domenico Savino

VITERBO – Il percorso dell’impresa possibile tocca la tappa delle fontane. Il loro ripristino, la loro valorizzazione. Viterbo è la città delle fontane: ce ne sono dappertutto e un tempo erano il biglietto da visita della città. Il candidato sindaco del centrosinistra Leonardo Michelini ha presentato questa mattina un pamphlet di cinquanta pagine sullo stato di fontane, fontanili, lavatoi, scritto da Valeria Fiorini con le fotografie di Tiziana Pagnanelli. Il volume (già stampate mille copie) è consultabile gratuitamente sul sito internet www.michelinisindaco.eu. Quattro passi in giro per Viterbo e le sue frazioni in cui si intrecciano storia, arte, cultura e acqua. Perché le fontane sono alimentate dall’acqua e il problema arsenico ricade costantemente. Una provocazione, quindi.

Recuperare e valorizzare le fontane, applicare questo modello ad altri settori della città. ''Le fontane sono un segno che ci viene in dote dal passato – ha sottolineato Michelini -. In una città ci deve essere la memoria storica che va condivisa ed apprezzata. Le fontane sono solo un esempio e la tappa di un cammino che deve proseguire. La città di Viterbo deve essere motivo d’orgoglio per i suoi abitanti non solo a ridosso delle elezioni, ma tutti i giorni. Se le generazioni passate ci hanno lascito questi segni tangibili della loro presenza e della cura del posto in cu vivevano, noi abbiamo l’obbligo di fare altrettanto nei confronti dei nostri figli e nipoti''.

Un chiaro messaggio elettorale a pochi giorni dal voto. Infatti ad ascoltare Michelini c’era Egidi (segretario provinciale Pd), le candidate Ciambella e Bizzarri. Perché la parola fontane fa tanto rima con acqua e di conseguenza arsenico: ''Sono tre i beni comuni che possediamo – ha continuato l’ex presidente della Coldiretti – l’acqua, il suolo e il cibo e, anche se la prima è menomata dall’arsenico, non ci possiamo permettere di sprecarla. Questo è un territorio ricco di acqua nel senso che le fontane attualmente funzionanti sono alimentate da acqua potabile, quindi clorata e il cloro è sbiancante. Così si spiega il motivo per cui il peperino, pietra vulcanica, si deteriora col tempo''.

E allora la soluzione che ha effetti diretti sul turismo: ''Serve efficienza attraverso il ricircolo dell’acqua che in questo modo non è sprecata e la cura delle fontane deve diventare un modello di gestione delle cose pubbliche per fare di Viterbo una città più vivibile. Poi le fontane devono diventare elemento di attrazione turistica. La città è rinomata per la presenza di fontane: qualora diventerò sindaco farò si che le fontane non siano ancora abbandonate al degrado e all’incuria. E’ vero che servono fondi, ma si può attingere ai quelli europei o a interventi da parte di privati. Poi si può avviare anche un progetto che vada oltre le finalità turistiche per proporre un riconoscimento da parte dell’Unesco”.

Fiorini e Pagnanelli, che hanno curato la pubblicazione, si sono soffermate sulla collaborazione con le scuole per sensibilizzare i più piccoli: ''Già in altre città italiane è attivo il programma ‘Adotta un monumento’, i bambini possono studiare e approfondire questi temi diventando tutor per un giorno dei monumenti stessi''.




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