ANNO 27 n° 278
La Sri Lanka Libertas Club vince il primo torneo di cricket
La SRI LANKA Libertas Club di Viterbo ha vinto il 1° Torneo di Cricket, che si è svolto a Viterbo presso il campo G.Massini, domenica 18 ottobre 2009.

La gara, tra la SRI Lanka Club di Viterbo e la SCC Libertas Tuscia Cricket club, è stata ripresa dalle telecamere di SKY canale 936 ed ha entusiasmato i presenti quasi tutti della comunità viterbese dello SRI LANKA. Con inizio alle ore 11,30 e una breve pausa per la colazione, la gara è terminata alle ore 17,00 . Nonostante il freddo intenso la gara è stata partecipata e avvincente.

Al termine della partita sono avvenute le premiazione di tutti i giocatori con un piccolo omaggio, dei capitani delle squadre e l’assegnazione del Premio al primo e secondo posto.

I premi sono stati donati da APD TUSCIA, Assessore ai servizi sociali del Comune di Viterbo Sig. Daniele Sabatini, dalla Panta CZ. Sono stati consegnati dal Presidente della comunità dello SRI LANKA sig. ERBERT, dal Responsabile regionale del Cricket sig. Mauro Soffi, dal sig. Fioravanti funzionario dei servizi sociali del Comune di Viterbo, dal Sig. Raimondo Chiricozzi presidente AICS comitato provinciale Viterbo.

Lo sport del Cricket è ormai di casa anche in Italia. Sono trent’anni che si gioca e la Nazionale porta alti i colori italiani, facendosi valere sia a livello giovanile che seniores. La crescita di questo sport è dovuta soprattutto alla cultura di cui è permeato. Infatti giocare al Cricket non è solo fare un’attività sportiva, ma è uno stile di vita, basato su valori antichi, ma mai superati, come la correttezza, l’onestà, la trasparenza e la lealtà.

La lezione di vita che il Cricket offre rispetto a tutti gli altri sport è unica e inimitabile. La diffusione nelle scuole è quindi da considerare importantissima non solo per il fatto sportivo, la conoscenza tra le nuove generazioni, ma soprattutto per il recupero di valori che allo stato attuale sembrano un po’ appannati e considerati vecchi e superati ed infine per proporre ai giovani e agli anziani di questa Italia attuale, una volta fatta di emigranti, l’accoglienza di immigrati che lavorano e fanno crescere la nostra Nazione.

Dallo scambio culturale con l’altro c’è da imparare sempre: si comprende la propria limitatezza e si aprono nuovi orizzonti e si abbattono i muri della diffidenza che l’attuale società sta erigendo.



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