

di Domenico Savino
VITERBO - Vincere e inclinare gli episodi dalla propria parte è una dote, non un problema. Vincere e capitalizzare le occasioni che si presentano è un pregio, non un difetto. Bene che la Viterbese abbia imparato ad essere anche efficace oltre che bella. Quella squadra che in casa impallidisce in trasferta continua a mostrare la parte migliore. Terza vittoria lontano dalle mura amiche per i gialloblù che dopo aver espugnato Castel Rigone Arezzo si toglie lo sfizio di far male anche alla Flaminia, nel derby di Tuscia. E lo fa d'autorità con la forza delle scelte e alla ricchezza del proprio organico. Tutto quello che alla Flaminia manca. Perchè per opporsi ai viterbesi la banda di Puccica deve solo giocare di squadra e non riesce ad affidarsi ai singoli.
Invece la Viterbese fa entrambe le cose. Varia atteggiamento: si affida alle giocate fantasiose di Pero Nullo, quando non passa con il palleggio cerca Vegnaduzzo che fa la torre. Poi se trova un difensore che si inventa goleador (tre reti per Fapeprdue) allora tutto è più facile. Adesso bisogna invertire la marcia in casa. Grida vendetta la sconfitta contro la Pontevecchio. E' stata davvero un'occasione persa perchè in tutti i casi a classifica avrebbe sorriso ancora di più ai gialloblù. Ci si può consolare con le vittorie esterne: quella di Civita castellana è stata costruita innanzitutto partendo da ciò che non era andato sette giorni prima.
Quindi si mette mano al modulo e si capisce che non sempre si può giocare tutti all'attacco. Serve equilibrio anche in quel caso. E la Viterbese lo trova nell'abito che le calza meglio. Il 4-3-3 è l'assetto tattico che si conferma allo stato attuale il migliore. Difesa che si dimostra solida, centrocampo più dinamico che alterna attività di impostazione e momenti in cui tampona con grande attenzione.
Importante l'apporto di Giacinti che si completa bene con Travaglione, abile metronomo, e Ciogli interessante corridore della mediana. Poi l'attacco, che si priva di Scardini per un tempo, e che cambia forma ma non sostanza quando entra l'ex Flaminia. Farris così costruisce la sua vittoria a pesca a fondo anche in panchina. Quando c'è necessità di contenere fa entrare Pollini che fa il difensore qualche metro più avanti alla retroguardia. Tutte caratteristiche che la Viterbese è stata abile a sfruttare. E che la Flaminia per forza di cose non ha.
Ne frattempo la Viterbese inizia a rafforzarsi : è praticamente fatta per il centrocampista classe 1992 Call Nicolla, albanese di nascita, ma umbro di adozione. Si tratta di un innesto di qualità che è anche under e questo aumenta le possibilità di scelta per Massimiliano Farris. Ma le notizie vere arrivano dal fronte societario. Come ha anticipato il presidente Carlo Graziani sono ore decisive per l'ingresso in società dell'imprenditore eco-industriale Angelo Deodati: il vecchio patron è sempre più intenzionato ad avere un ruolo di rilievo nella società di via della palazzina. Resta solo il dubbio se vederlo come sponsor o con una percentuale di quote societarie.