ANNO 27 n° 271
Laboratorio di analisi dissequestrato a Marta, parla il proprietario: "Il danno e la beffa"

Il danno e la beffa. Questa, in sostanza , la vicenda, amara, raccontata da  Massimo Olimpieri, amministratore di Eurolab, il laboratorio di analisi di Marta "visitato" con un mandato di perquisizione dai carabinieri dei Nas il 9 ottobre scorso. Gli uomini dell'Arma sequestrarono del materiale, soprattutto licenze e documentazione, poi dissequestrate.

Il laboratorio di via Papa Paolo III al numero civico 5 di Marta ha ripreso le sue prestazioni private ma ora rischia di restare fuori dal Piano sanitario regionale che il  31 dicembre prossimo dovrebbe stilare la nuova lista delle strutture sanitarie accreditate e quindi convenzionate con la Regione Lazio.

"Il problema -dice Olimpieri - è che questa vicenda giudiziaria potrebbe far venir meno uno dei requisiti minimi per l'accreditamento. Per noi un danno grandissimo. L'unica speranza è che il corso della giustizia, da cui siamo convinti di uscirne immacolati, faccia il suo corso in tempi brevi, così da poter riacquistare tutti i requisiti per aver diritto all'accredito e dunque alla convenzione con la Regione Lazio".

"Abbiamo aperto Eurolab insieme al dottor Pietro Cherubini e Micaela Cipriani- continua Massimo Olimpieri - nel 2007 e subito abbiamo fatto richiesta di accredito in Regione, in base alla legge 424/2006. Nessuno ci ha mai risposto. Poi il fulmine a ciel sereno, che adesso potrebbe compromettere un traguardo importante, o, quantomeno,  la competizione alla pari con altre strutture ed altre professionalità del territorio. Contiamo perciò su una giustizia veloce che faccia chiarezza in tempi rapidi di tutta la vicenda".

Nel frattempo Eurolab, non avendo ricevuto alcuna limitazione, continua a lavorare nel privato: "Sanità privata e solo privata, esattamente come prima - assicurano e puntualizzano i proprietari - ma adesso oltre al danno non vorremmo che si aggiungesse anche la beffa".

 




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