

VITERBO - Il futuro di Talete e del servizio idrico integrato in provincia di Viterbo? Potrebbe essere – secondo alcuni ambienti non ci sarebbero alternative - nell’Acea, la società per azioni incaricata dell’approvvigionamento idrico a Roma e provincia e in Umbria, con la quale la società viterbese potrebbe sottoscrivere un patto di fusione per incorporazione.
Finora non ci sono stati contatti ufficiali tra i responsabili delle due società, ma sia i vertici dell’Ato che della Talete, di giorno di giorno, considerano l’Ipotesi Acea una delle pochissime ancore di salvezza a disposizione.
L’interrogativo che si stanno ponendo in questi giorni il presidente dell’Ato Marcello Meroi e alcuni sindaci i cui comuni hanno ceduto il servizio idrico integrato a Talete è se l’operazione sia compatibile con il risultato del referendum che, di fatto, impone il controllo pubblico sull’acqua. E, ad avviso dei più, dovrebbe esserlo. L’architettura societaria di Acea, infatti, riconosce agli enti locali-soci un forte ruolo di controllo e di indirizzo sulla società. Una circostanza, quest’ultima, che garantirebbe il responso referendario.
La chiave di volta dell’operazione potrebbe essere la costituzione dell’Ato unico del Lazio, annunciata dall’assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei. Ad un unico Ato dovrà necessariamente corrispondere una società di gestione unica. E solo l’Acea ha la forza economica e il know how per farsi carico del servizio idrico integrato a livello regionale.
Resta da capire se l’Acea potrebbe essere interessata all’operazione. Secondo gli ambienti politici viterbesi la risposta è sì. I debiti di Talete potrebbero infatti essere azzerati con un piano di ammortamento a medio termine e l’immediata cessione, “obbligatoria”, dei servizi idrici da parte di tutti i comuni dell’Ato viterbese potrebbero rendere appetibile la cosa.
Più complicata, invece, la situazione di AcquaLatina, la società Pontina è immersa in una situazione debitoria molto più pesante e che continua a accumulare forti passivi. E l’Acea, di fronte alla voragine potrebbe ritrarsi. La soluzione cui in molti pensano, pur non esprimendola per “pudore”, è che la Regione Lazio contribuisca a risollevare le sorti di AcquaLatina, a patto che accetti la fusione per incorporazione in Acea.
L’argomento, finora affrontato solo a livello politico e con il massimo riserbo sia a Palazzo Gentili che in altre sedi, potrebbe diventare di dominio pubblico nelle prossime settimane. Del resto la situazione economica di Talete potrebbe precipitare da un momento all’altro, con ripercussioni gravissime a tutti i livelli.