ANNO 27 n° 271
Ladri supertecnologici in azione rubano oro con il metal detector
Diversi episodi segnalati negli ultimi giorni in alcuni quartieri del capoluogo
29/10/2013 - 04:01

VITERBO – Furto con destrezza, dicevano i vecchi brogliacci di Questura. Oggi la destrezza resta, ma cambiano soltanto le tecnologie, nuove eppure alla portata di tutti. Così negli ultimi tempi, in alcuni quattieri residenziali del capoluogo, si sono registrati dei colpi molto particolari. Gli appartamenti apparivano perfettamente in ordine agli occhi degli abitanti che rientravano a casa dal lavoro o da una serata fuori: come se non ci fosse stato nessuno o che nessuno comunque avesse toccato qualcosa. Niente scaffali aperti, contenuti dei cassetti svuotati per terra, materassi squarciati o caccia ad improbabili nascondigli di tesori. No, niente di tutto questo. E però quando il residente è andato a controllare l’oro e i gioielli lasciati al solito posto (magari proprio in un cassetto della biancheria) ecco la sorpresa: gli oggetti preziosi non c’erano più. Che qualche ladruncolo, o topo d’appartamento, abbia acquisito col tempo capacità divinatorie? O superpoteri, magari il famigerato senso di ragno di Peter Parker? No, niente di tutto questo. L’ipotesi più probabile è che questi malviventi si siano dotati di un metal detector. Anzi, di un gold detector.

Cioè un aggeggio in grado di rilevare – attraverso un sistema di onde magnetiche – i metalli nascosti, non visibili. Segnatamente, i metalli preziosi, che poi sono quelli che interessano loro, visto che di un ferro da stiro – per dire – non se ne farebbero comunque niente. Quando il detector trova qualcosa di metallico, emette dei suoni tipo bip, oppure, nelle versioni più elaborate, delle leggere vibrazioni. Ora, trovare questi gold detector non è più un’impresa impossibile. Non c’è più bisogno di recarsi nei negozi specializzati, col rischio di destare anche qualche sospetto (“A cosa le serve?” “Niente, vado ai Caraibi a cercare il tesoro dei pirati”).

Basta farsi un giro su internet e si trovano tutti i detector che uno vuole, a seconda delle caratteristiche e con un prezzo decisamente abbordabile, anche inferiore ai duecento euro. In più, la tecnologia ha consentito negli ultimi anni di ridurre al massimo l’ingombro di questi sistemi: niente più manici lunghi un metro, ma piccoli bastoncini (ma esistono anche a forma di ruota) da portarsi dietro ed estrarre alla bisogna. Senza dare nell’occhio. E dopo gli episodi registrati in Abruzzo e anche nel basso Lazio, ecco che anche a Viterbo, negli ultimi tempi e in quartieri che spesso sono poco illuminati (vedi Murialdo e Cappuccini, tenuti al buio la scorsa settimana per diverse sere), sono avvenuti questi furti. Con destrezza.




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