ANNO 27 n° 278
L'Africa di Anna Sciortino: ''La preghiera scandisce la giornata degli studenti'' (foto)
Viterbesi all’estero – 10 settimane nel Sud Ovest del Kenya, il sistema scolastico
28/04/2012 - 04:00

Anna Sciortino ha 22 anni, è nata ed ha vissuto a Viterbo, da qualche anno studia all’estero. Tramite la sua università ha avuto l’opportunità di lavorare per 10 settimane in una scuola superiore nel Sud Ovest del Kenya con una ONG (Organizzazione non governativa) chiamata “Kenya Education Partnernships”. Un’esperienza intensa, entusiasmante e affascinante. A volte forse anche sconcertante e avvilente. Ecco il racconto in sei puntate della sua avventura alla scuola di Eronge. (Seconda puntata)

 

di Anna Sciortino

 

La prima impressione che si ha arrivando ad Eronge, dopo 2 ore di auto da Kisii (di cui una su una perfetta strada asfaltata e la seconda per una strada sterrata che metterebbe in difficoltà anche i più avventurosi amanti del moto cross), è di una scuola di missionari.

Ragazze e ragazzi in uniforme, con gonna/pantaloni verde oliva, camicia bianca e maglioncino rosso, tutti (maschi e femmine) con i capelli rasati a zero, ordine e disciplina, tutti puliti nonostante l'ambiente e le infrastrutture siano sghangherate a dir poco. Le loro giornate cominciano alle 4.30, con mezz'ora di preparazione e poi un'ora di 'studio privato' dalle 5 alle 6. Alle 6 colazione (una tazza di chai, cioè tè infuso nel latte invece che nell'acqua), altra lezione tra le 6.30 e le 7.30, preghiera mattutina con tanto di inno nazionale e issamento della bandiera, e poi lezioni fino alle 6, con mezz'ora per pranzo all'1.10 e un'ora di giochi vari (soprattutto pallavolo) dalle 4 alle 5. Le lezioni non sono in realtà continue, perché gli studenti possono scegliere 2 materie opzionali (agricultura, business, storia, geografia o fisica), mentre quattro materie sono obbligatorie per tutti (inglese, matematica, chimica, biologia e kiswahili- che è la lingua nazionale del Kenya ma non la lingua madre di questi studenti, che a casa parlano Ekegusii).

Per pranzo e cena, onnipresente ugali (una specie di pongo insapore fatto di farina di mais) e sukuma wiki (una verdura locale ripassata di padella). Una volta a settimana due pezzettini di manzo, un'altra volta riso e fagioli, e una volta a settimana un frutto. La scuola ha in totale 220 studenti, di cui 90 (tutte ragazze) che vivono in residenza ('boarders'). Tra i 'day students', metà sono ragazzi e metà ragazze.

Sabato è giorno di preghiera: in questa zona del Kenya la maggior parte della popolazione è Seventh Day Adventist (cioè Avventisti del Settimo Giorno) e la religione pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Ci si alza e si prega, prima di mangiare si prega, dopo aver mangiato si prega, prima di cominciare la lezione si prega, prima di fare letteralmente qualunque cosa si prega. Gli SDA rispettano il sabato, quindi non lavorano il sabato mentre la domenica non è di riposo.

Il Sabato si prega senza interruzione dalle 7 di mattina alle 6 di sera. Non è tutta preghiera introspettiva, tutt'altro: canti, prediche e discussioni si alternano per tutto il giorno. Io e Chain siamo arrivati a Eronge il venerdì sera e ci siamo quindi sorbiti il sabato in tutto il suo fervore religioso. Ci siamo promessi a vicenda di fare di tutto per evitare il bis...

 

Nonostante le premesse però, la vita a Eronge è tutt'altro che ferma all'epoca delle scuole missionarie. Nel corso di questa settimana ho avuto occasione di parlare con studenti/esse, professori, genitori, con la preside... E li ho trovati tutti fantastici. Eronge è una scuola distrettuale, quindi riceve finanziamenti statali molto più limitati rispetto alle più prestigiose scuole nazionali e provinciali. Ad Eronge 3 studenti convidono 1 libro per le materie obbligatorie, e 5 studenti condividono un libro per le materie facoltative. I laboratori per fare esperimenti scientifici sono praticamente inesistenti, e nonostante questo l'elemento pratico è la metà dei loro esami finali di scienze. Questi ragazzi si ritrovano a competere a livello nazionale con scuole che hanno un'infrastruttura infinitamente superiore alla loro, e competono con studenti molto più avvantaggiati per avere accesso all'università. Per studiare legge, medicina o ingegneria bisogna ottenere una A di media negli esami finali, con una B si può studiare economia, business, lettere e simili, mentre con una C si ha accesso solo a politecnici in cui si impara come diventare carpentieri, idraulici ecc. Ad Eronge la media di voti è una C+, e l'anno scorso uno studente ha ottenuto un eccezionale A-. L'obiettivo del nostro progetto è di migliorare l'infrastruttura della scuola e cercare di aiutare questi studenti ad ottenere risultati migliori a scuola e quindi un posto all'università... e un futuro migliore. Tutti gli studenti con cui ho parlato vorrebbero essere dottori, ingegneri o avvocati. Realisticamente, forse uno all'anno sarà in grado di ottenere voti sufficientemente alti e potrà sperare in una borsa di studio del governo kenyano. Gli studenti dell'ultimo anno (Form 4) (la scuola primaria dura 8 anni, mentre quella secondaria sono 4 anni) sono determinati e speranzosi. Studiano. E pregano. E studiano. E pregano. Da agnostica, per me è difficile partecipare a tutte queste preghiere e cerimonie... a volte mi sento disonesta, perché devo dire 'amen' alla fine di ogni preghiera per non offenderli. E non posso sperare di 'capire' questo posto senza partecipare nella sua così pervasiva religiosità.

La Preside (Jane Samba) è una tipona fantastica: piena di energie, autorevole senza essere autoritaria, una delle pochissime donne in posizione di potere in un paese in cui l'uguaglianza tra i sessi resta un principio costituzionale che somiglia ben poco alla realtà delle cose. E' però estremamente religiosa: sostiene che l'astinenza è l'unico modo per evitare che le ragazze restino incinte troppo presto ( 2 o 3 ragazze all'anno lasciano la scuola perché incinte) e per ostacolare la diffusione dell'HIV (in una parte del Kenya dove il 20% della popolazione è sieropositiva). Ovviamente ci si deve andare molto cauti nello sfidare le autorità e le credenze locali. Ma usando il tono di voce giusta e condendo il tutto con risate e ironia (i Kenyani ridono moltissimo!) si può dire più o meno tutto. Jane non si è lasciata affatto convincere da quello che avevo da dire rispetto ai preservativi, ma con moltissimo sollievo ho constatato che le studentesse la pensano in modo molto diverso e sono ben consapevoli dei rischi del sesso non protetto.

Io e Chain siamo ospiti in una piccola casa che appartiene al figlio di una coppia di insegnanti, a 2 minuti dalla scuola. Questo ragazzo studia a Kisii e al momento non è lì, quindi casa sua è tutta per noi. Sono circa 25 metri quadrati in totale, con un salottino con due tavoli in legno, qualche sedia e una bombola per il gas con fornello per cucinare, due stanze con un letto (e BASTA) e una stanza con un buco. Il buco ovviamente è per l’equivalente della tazza del cesso, ma usiamo la stanza anche per farci bellissime 'docce' con secchiate di acqua (gelida) piovana che i nostri bravi padroni di casa raccolgono in una grande cisterna appena fuori casa nostra. Di acqua ce ne è a volontà, dato che piove praticamente tutti i giorni (sempre alle 5 del pomeriggio), quindi lavarci non è un problema (solo un… pochinino scomodo). Il nostro orologio biologico è regolato dal sole: anche se c'è elettricità (a quanto pare la connessione è arrivata solo l'anno scorso), siamo esausti la sera presto e siamo andati a dormire sempre alle 9-9.30 di sera. La mattina ci dovremmo alzare alle 6.30 per essere pronti per la preghiera mattutina delle 7.30 a scuola, ma penso la Preside sia rassegnata al fatto che non riusciremo mai ad arrivare a scuola prima delle 8.15.

 

Penso di non aver mai dormito bene come nell'ultima settimana... 11 ore di sonno. Che meraviglia! La notte c'è il buio più assoluto, e anche se è una zona abbastanza sicura, non è tale per noi bianchi e KEP (la nostra ONG) ci raccomanda vivamente di non spostarci di notte. Io e Chain non abbiamo nessun desiderio di fare i ribelli.

(continua…)

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