ANNO 27 n° 270
L'arte di Roberto Joppolo al cospetto del Papa

Sabato scorso, 21 novembre, la Cappella Sistina è stata scenario di un importante incontro: Benedetto XVI ha convocato più di duecento artisti, tra scultori, pittori, architetti, fotografi, attori, registi, ballerini e scrittori per invitarli a non temere che la fede sminuisca il loro genio e, anzi, ad attingere da essa per comunicare speranza al mondo.
Tutto ciò per sviluppare un'arte che non sia vuota, legata al solo mercato, ma che sia in grado di portare ad una crescita culturale e umana.

Fra gli artisti presenti anche il viterbese Roberto Joppolo, realizzatore di importanti opere come la Porta della Pace per la chiesa di Santa Caterina a Betlemme, installata all’ingresso della Grotta della Natività nel Natale 2003, la Porta della Luce per il duomo di Viterbo nel 2005 o l’ultima, ma non di importanza, la realizzazione nel 2006 di un pannello bronzeo installato nella Basilica di S. Croce in ricordo della visita di Paolo VI la notte di Natale 1966.

Maestro come si è svolto l'incontro?
"La cerimonia si è sviluppata in due giornate: nella prima, il 20, tutti gli artisti hanno potuto visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina, guidati da personale specializzato, poi c'è stato un grande ricevimento nell'ala nuova dei Musei, dove hanno parlato Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura e il Prof. Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani. Il sabato, invece, c'è stato l'incontro con il Papa nella Cappella Sistina. Ai 260 artisti internazionali presenti, il Pontefice si è appellato affinché ci sia un impegno comune nel rinnovare l'Arte Contemporanea, perché fonte di ispirazione e guida delle coscienze umane".

Era la prima volta che incontrava Papa Benedetto XVI? Ha potuto parlare personalmente con lui?
"Durante la cerimonia nessuno ha potuto conferire personalmente con il Papa. Io ho avuto l'onore di incontrarlo già in altre occasioni: l'ultima proprio all'inaugurazione delle Porte bronzee del Duomo di Viterbo il 6 settembre scorso, in occasione della sua visita alla Città dei Papi".

Le sue creazioni più volte affrontano il tema spirituale, che rapporto ha con le istituzioni religiose?
"Nella mia vita professionale ho sempre considerato "la commissione" come un privilegio, quindi tutte le opere commissionate dalla Chiesa sono frutto di un rapporto coltivato con stima, amicizia, e fiducia.
Anche l'invito a partecipare all'incontro del Papa con gli artisti, è sicuramente scaturito da questi fattori".

Cosa si porterà di questa esperienza?
"L'emozione è stata grandissima, nel conoscere personalmente gli artisti più famosi del mondo e nel sentirmi partecipe di un progetto di così grande importanza. E' stato un avvenimento che non potrò mai dimenticare e che ha rafforzato in me l'impegno per un lavoro affascinante, sorprendente ma anche duro e responsabile".




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