

VITERBO – ''L’arresto di Fiorito è illegittimo perché la giurisprudenza da decenni definisce i gruppi consiliari come associazioni private, tanto che sono dotati di regolari partite Iva, quindi non può essere contestato al mio assistito il reato di peculato ma di appropriazione indebita. Un reato per il quale non è previsto l’arresto''. E’ quanto ha affermato il difensore di Fiorito, l’avvocato Carlo Taormina, intervistato dalla Rai.
Secondo Taormina, Fiorito si troverebbe ''nelle identiche condizioni degli altri 70 consiglieri del Lazio, che hanno preso gli stessi soldi, in base alle stesse delibere e le identiche modalità. Non voglio dire 'tutti colpevoli, nessun colpevole' - ha precisato Taormina – ma che sono tutti colpevoli''.
Ad avviso di Taormina, infine, la motivazione dell’arresto disposto dal Gip, cioè la possibile reiterazione del reato, ''non regge, in quanto Fiorito non è più capogruppo Pdl alla Regione Lazio''.
Taormina ha concluso annunciando che presenterà ricorso all'esame ''contro l'arresto mediatico di Fiorito, avvenuto sull'onda del giusto sdegno dell'opinione pubblica. E' un provvedimento strampalato - ha concluso - contro il quale abbiamo poderose motivazioni giuridiche''.