ANNO 18 n° 327
Lazio, un padiglione pieno di orrori
L'acqua di Nepi finisce a Fiuggi, il vino dei colli Ianuvini ad Acquapendente
14/05/2015 - 11:54

VITERBO - Un opuscolo distribuito agli ignari visitatori dell'Expo 2015 per illustrare 125 eccellenze enogastronomiche del Lazio e guidare chi ha meno dimestichezza con il territorio della Regione alla scoperta dei suoi tanti tesori da gustare. Tutto molto bello, verrebbe da pensare dando un'occhiata superficiale al dépliant dal significativo nome ''Lazio eterna scoperta''. Peccato che, sbirciando nel dettaglio la piccola mappa distribuita nei padiglioni della manifestazione milanese, ecco saltar fuori errori macroscopici capaci di scombinare completamente quanto eravamo abituati a dare per scontato.

 

Qualche esempio? Il celebre cacio romano, stando all'opuscolo incriminato, sarebbe in realtà un prodotto tipico del viterbese, mentre il vino dei colli Ianuvini è misteriosamente stato adottato dalla città di Acquapendente. A seguire: la porchetta di Ariccia è in realtà di Formia, viceversa ad Ariccia si produce, ovviamente, il pane di Gaeta.

 

C'è poi un vero e proprio valzer delle acque, di quelli da far perdere la testa anche al più razionale dei lettori: l'acqua di Nepi è finita a Rieti, quella di Fiuggi a Nepi, quella di Rieti a Fiuggi in una sorta di confuso triangolare sportivo all'insegna dei reciproci scambi di cortesie.

 

Il problema è nato da una sovrapposizione tra l'indice e le schede delle eccellenze, che ha scombinato la numerazione creando un papocchio nel quale è impossibile disorientarsi. La Regione ha tenuto a precisare che si tratta soltanto di alcune copie distribuite durante l'inaugurazione, mentre le successive saranno corrette a dovere. In attesa di tempi migliori, di ''Eterno'' finora c'è soprattutto il caos.




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