ANNO 27 n° 261
Lettera di appoggio all'avv. Barelli
Riceviamo e pubblichiamo:

"Leggo con interesse l'articolo dell'avv. Barelli del 10.12.2008, condividendo quasi in toto le sue argomentazioni.
Però rivolgendomi all'avvocato provo a tranquillizzarla per come oggi sono visti i nuovi punti di riferimento della società italiana: I NUOVI SOGGETTI.

Si sfoghi, ma non se la prenda troppo, per come vanno le cose a Viterbo, ma potremmo dire a Roma, a Napoli, a Firenze, in Calabria, a Catanzaro, a Palermo, in Sicilia. E' il sistema che crea questo tipo di personale politico, i media non fanno altro che far durare di più questi personaggi, sbattendoli in prima pagina.

Non si DIVENTA, non si vince se non si ha l'appoggio di lor signori. Mi auguro che lei non voglia sostituire i vecchi tromboni per poi comportarsi come loro o anche peggio di loro.
La Democrazia come la intendono questi signori ha bisogno di coordinamenti megagalattici nel numero di componenti per meglio distribuire e dosare le correnti antagoniste tra loro per ovvie ragioni di provenienza.

Vede Avv. Barelli anche prima di tangentopoli esistevano nei partiti i vari Comitati Federali, i Direttivi che dall'alto venivano nominati, oserei dire quasi monarchicamente, a seconda della forza elettorale di rappresentanza e del pacchetto delle tessere. Diversamente dai Monarchici, essi non iscrivevano i defunti (capitò nel mio paese nel lontano 1947).

Gli organi eletti nelle varie assisi congressuali erano solo di ratifica delle decisioni prese da altri che erano considerati gli astri nascenti del firmamento politico. Come si può pensare ad un cambiamento, anche nell'etica morale, come diceva Berlinguer, se il personale politico attuale è lo stesso di 40 anni orsono.
La società cambia, cambiano le domande, devono cambiare anche le risposte. Saranno anche le date anagrafiche a delegittimare in modo inoppugnabile i loro fallimenti.

Vogliono riciclarsi imprimendo un centralismo rivisto e riverniciato (che forse resisteva per una marcata visione ideologica che si registrava in quel periodo storico) per rimanere a galla.

Vede Avv. Barelli, lor signori (come diceva fortebraccio) non hanno nessunissima voglia di lasciare. Si pensava, che non riuscendo il POPOLO complice, poteva riuscire tangentopoli, ma fu bloccato il processo di pulizia, da un VECCHIO con appoggio di stampo capitalistico, fermando le lancette del rinnovamento.
Cosa fa oggi il POPOLO: guarda,osserva,riflette, ma non decide".

Oreste Zampini



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