

VITERBO – Era tornata lirica, dopo dodici anni d'assenza, firmando la regia de ''Le nozze di Figaro'' di Mozart. Lo fece in occasione della prima edizione del Tuscia Operafestival. Era il 2007. E da allora, Lina Wertmuller, classe 1928, è diventata un habitué di Viterbo. Ci è infatti tornata l'anno scorso, dirigendo Elio (quello delle ''Storie Tese''), in ''Gian Burrasca'', musicato da Nino Rota, inserito nel cartellone 2012 del Tuscia Operafestival. E ci sarà anche domani sera per presentare il suo ultimo libro: ''Tutto a posto e niente in ordine''.
La cineasta, autrice di ''Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto'', ''Mimì metallurgico ferito nell'onore'' e di altre memorabili pellicole, sarà intervistata da Stefano Vignati, direttore artistico del Tuscia Operafestival e del Festival Barocco. La serata verrà interamente ripresa da Rai5. Il progetto video è di Valerio Ruiz.
Con la sua ultima fatica letteraria, Lina Wertmüller tratteggia, con sguardo tagliente e acuto, un'Italia sempre in lotta con la propria identità: gaudente eppur cattolica, scugnizza ma anche insopportabilmente borghese, metallurgica e padronale.
In pagine ricche di humor e piene di energia, vengono raccontate le mille avventure professionali e umane, la fitta e gioiosa trama di incontri e amicizie (da Fellini a Zeffirelli, da Flora Mastroianni a Suso Cecchi D'Amico), ma soprattutto, illuminati dai colori vermigli e mediterranei della sua Roma accarezzata da ponentini e scirocchi, scorrono i fotogrammi di una vita intera trascorsa insieme al marito Enrico Job, lo studente di Praga (''l'uomo più importante che mi sia capitato di incontrare''), scenografo e costumista, a fianco del quale ha condiviso davvero tutto, a cominciare dall'amatissima figlia Zulima, detta Maucì.
Spiritosa e profonda, questa autobiografia conquista il lettore come un film avvincente e pieno di colpi di scena, anche perché Lina Wertmüller, donna caparbia, creativa, straordinariamente vitale, oltre ad aver galoppato felicemente il suo tempo.