

CIVITA CASTELLANA - Si sta allargando a macchia d'olio l'indagine della Guardia di Finanza che ha portato a smascherare una cinquantina di falsi poveri a Civita Castellana. Altri nomi ''sospetti'' sono nel mirino delle fiamme gialle e le relative verifiche sono già in corso o partiranno nei prossimi giorni. Ma, come nel domino, la caduta della prima tessera è destinata a travolgere progressivamente tutte le altre. I controlli a tappeto, infatti, potrebbero essere estesi a tutto i paesi del distretto sanitario Viterbo 5.
Secondo quanto si è appreso, sarebbero centinaia le pratiche di esenzione dal ticket sanitario in odor di falso che i finanzieri del comando di Civita Castellana passeranno al setaccio al fine di individuare altre persone che, con false autocertificazioni, hanno ottenuto, in alcuni casi per anni, lo sgravio dal pagamento della quota a carico degli assistiti per visite specialistiche, analisi cliniche e di laboratorio nonché dai medicinali. Esenzione che per legge scatta sotto una certa quota di reddito. Ed è proprio dichiarando un reddito molto più basso del reale che una cospicua quota dei cinquanta falsi poveri avrebbe truffato il servizio sanitario e non solo.
In alcuni casi si tratta di gente che possiede più di un appartamento, qualcuno dei quali affittato in nero, o di persone che abitano in villa e girano con costosissime auto. Non manca nemmeno qualche titolare di pensione d'oro. In altri casi, le persone coinvolte avrebbero avuto un reddito borderline con l'esenzione e hanno provveduto a ''spingerlo'' al di sotto delle soglia.
Spulciando nelle denunce dei redditi dei circa cinquanta falsi poveri, i finanzieri avrebbero scoperto anche altre magagne a loro carico di tipo fiscale. Anche su alcune delle quali sarebbero già in corso approfondimenti. Almeno per una parte di coloro che hanno sottoscritto le false autocertificazioni sarebbe scattata anche la denuncia penale.
Infine, è ancora in corso di quantificazione l'ammontare del danno economico arrecato dai falsi poveri finora scovati ai danni del Servizio sanitario, nello specifico della Asl di Viterbo, e del fisco.