L'isola del tesoro - Antiquaria 2008, ultime ore
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VITERBO - Ultime ore per visitare L’Isola del Tesoro - Antiquaria 2008 all’ex convento dei Carmelitani scalzi in piazzaa Fontana Grande a Viterbo. La rassegna, infatti, chiuderà questa sera i battenti dopo nove giorni di mostra con un bilancio, almeno per quanto concerne il numero dei visitatori, sostanzialmente invariato, se non addirittura in leggero aumento, rispetto all’edizione precedente.
Come accade un po’ in tutte le manifestazioni di questo genere, i visitatori si sono concentrati soprattutto nei week end e anche per oggi è prevista un’affluenza davvero consistente.
Un’edizione, la ventottesima, che verrà ricordata, oltre che per il ritorno nel centro storico di Viterbo, anche per l’elevata qualità degli oggetti esposti. Primi fra tutti quelli della galleria Cannucciari di Orvieto che ha proposto quest’anno una sorta di allestimento museale, tale è la qualità e il contenuto storico ed artistico dell’esposizione per ospitare la quale è stata scelta la piccola cella dove un tempo gli imputati attendevano il verdetto essendo l’ex convento utilizzato fino a pochi anni fa come Palazzo di Giustizia.
Tra le opere esposte, una preziosa tempera su tavola a fondo oro raffigurante una “Madonna con Bambino e Padre Ridente” della seconda metà del ‘400 attribuita a Antoniazzo Romano, pittore nato presumibilmente a Viterbo e morto a Roma nel 1508.
Un autore importante che ha collaborato con i più grandi maestri della sua epoca.
Amico del Pastura, ha lavorato col Botticelli alla cappella Sistina. Le sue opere sono ospitate nei maggiori musei del mondo. In particolare, il dipinto segna, a detta degli epserti, il passaggio dal Medioevo al Rinascimento. Tipicamente medioevali sono il fondo in oro e la fissità dell’immagine. Già rinascimentale, invece, l’uso della prospettiva.
Accanto alla tavola troviamo, un piatto da pompa policromo raffigurante l’Annunciazione, attribuito al Maestro del Pavimento, realizzato a Deruta intorno al 1520. E ancora, un piatto da pompa in maiolica a lusto (Deruta, prima metà del ‘500); un piatto in maiolica policroma con cornice lignea coeva (Castelli, inizio ‘700); una brocchetta “versatoio” in maiolica policroma (Deruta, 1530 ca) e un versatoio in maiolica con decorazioni di inizio ‘500 proveniente quasi certamente da Acquapendente.