ANNO 27 n° 276
L'Omeopatia e l'Ayurvedica come prevenzione dalle malattie

di Francesco D'Ascanio

“Mantenersi in buona salute è un diritto del genere umano, ed è un diritto nei confronti di noi stessi, dei nostri figli, nei confronti degli amici, della nazione, nei confronti del pianeta che ci ospita, del Cosmo.” Inizia così la conferenza stampa “La prevenzione possibile, riguadagnare la memoria”, svoltasi a Civita Castellana, all’interno di Palazzo Montalto Belei e organizzata dall’erboristeria l’erbavoglio, sita in via Giovanni XXIII.

La titolazione dell’evento potrebbe fuorviare chiunque infatti è un riguadagnare la memoria attraverso un interessante viaggio alla ricerca di antiche ricette e medicine create in base alle caratteristiche di ogni uomo e da ciò che ha intorno. La Conferenza viene aperta dalla Sig.ra Clara Mancini, insegnate di Meditazione trascendentale e di Aromaterapia Ayurvedica e secondo la medicina Ayurveda, che significa scienza della vita, si riconosce l’uomo come l’insieme di corpo, spiritualità, agenti esterni che lo condizionano come acqua, aria, terra e fuoco.

L’uomo inizia da un livello eterno,infinito,autopurificante e autogenerante, per poi passare ad un livello successivo fatto di fisica quantistica ed energia. L’equilibrio tra tutti i livelli equivale a piena salute e secondo l’Ayurvedica l’unica prevenzione contro le malattie è l’igene. È incredibile pensare che in questo tipo di medicina millenaria, ormai riconosciuta, il medico può consigliare la cura in base anche ai sogni che si fanno o agli amici che si frequentano.

Anche il Dottor Amedeo Galassi espone come la prevenzione avviene con l’igene di vita, in particolar modo cercando di non fumare, fare molto sport e avere una giusta alimentazione, arrivando ad una diminuzione della morte del 35%. “I metodi di prevenzione risultano molto efficaci, ma riguardano solo una piccolissima percentuale della popolazione. Ad esempio il Pup test risulta positivo solo a due donne su 100 ma permette a quelle due donne di incrementare la vita di 25 anni; la Moc permette a solo una donna su 731 di trovare prevenzione da fattura di femore da osteoporosi.

I metodi di prevenzione non sono una salvezza, ma aiutano a curare la malattia riscontrata nel miglior modo possibile”. I medici omeopatici riescono a trovare, tramite domande, fino a tre diversi metodi di cura. “Non tutti gli individui reagiscono ugualmente a virus o malattie”, l’esempio calzante è la peste del 1628-1631, dove alcuni non contrassero la peste o ne guarirono, “si parla di biodiversità, dove ogni malato ha il diritto di una cura personalizzata.

La dott.ssa Carla Ardizzone, presente nel pubblico, interviene parlando della Rasayana, ossia la preparazione di erbe, in Italia senza l’uso di minerali. “La Rasa è il primo tessuto, le prime informazioni di sentimenti e conoscenza”. Ognuno dei relatori presenti ha delle teorie diverse dalle altre, ma che in qualche modo poi riconducono tutte allo stesso punto, ossia all’utilizzo delle erbe come cura per le malattie, i dolori ed i problemi.

Come Marco Sarandrea, erborista e Fitopreparatore, che cerca, raccoglie e trasforma piante come rimedio medicinale. “Molte medicine sono sintetizzate in laboratorio e possiedono le stesse capacità delle piante che però sono più difficilmente reperibili”. Questo per spiegare che poi alla fine le medicine comuni possiedono gli estratti delle piante, che però sono più efficaci.

Sarandrea spiega come sul globo terrestre siano state studiate solo il 5% delle piante e che la maggior parte dei medici non utilizzano le medicina omeopatica perché non sono in grado di farlo, visto che nelle università non la insegnano e ai medici non interessa erudirsi in queste materie. Sono state esposte alcune piante come la Rosa Canina (preventivo per le malattie invernali, rinforza le difese immunitarie dei bambini), l’Abete Bianco (anch’esso aumenta le difese immunitarie) e la Santoreggia, o più comunemente chiamata Erba Pepe (distillandola si ottiene un olio essenziale che serve per combattere gli stafilococchi della Penicillina).

Un grande ringraziamento di tutti i relatori va alla Dottoressa Giovanna Mazzarella, che a causa di imprevisti non è potuta essere presente alla conferenza, da lei organizzata.




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