ANNO 27 n° 259
''L'ospedale non si tocca''. Proteste e raccolta firme
A Ronciglione cresce la temperatura dei cittadini per difendere il San'Anna
29/03/2013 - 11:08

VITERBO - Si è svolta martedì a Ronciglione, su iniziativa di diverse associazioni locali, una nuova riunione sul futuro dell’ospedale Sant’Anna.

Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle seguenti associazioni: Acaar Caritas, Unitalsi, Croce Rossa sezione di Ronciglione, Associazione culturale 1728, oltre a numerosi cittadini preoccupati per le notizie allarmanti che stanno interessando il nosocomio ronciglionese: ‘’Stavolta non staremo con le mani in mano – avverte Fabio Troncarelli consigliere delegato al turismo del Comune di Ronciglione - se verrà toccato l'ospedale i cittadini ronciglionesi e quelli dei paesi limitrofi saranno pronti a intraprendere una dura battaglia. Non è possibile assistere allo smantellamento sistematico del Sant’Anna con il trasferimento delle strumentazioni acquistate con il contributo della popolazione ronciglionese presso ospedali minori. I sacrifici economici dei cittadini vanno rispettati’’.

L’Acaar Caritas ha donato infatti in comodato gratuito all’ospedale il microscopio oculare costato ben 42mila euro, e lo X Scribe per il reparto di cardiologia per un valore di 22mila euro. La Asl ora vorrebbe spostare l’utenza, anche del day surgery, verso altri presidi, quando a Ronciglione c’è un fiore all’occhiello che i cittadini hanno contribuito a rendere efficiente.

I numeri parlano chiaro. Il bacino servito dall’ospedale Sant’Anna comprende: 9 mila utenti di Ronciglione, 7 mila di Capranica, 6 mila e cinquecento di Caprarola, 6 mila di Sutri, 4 mila di Carbognano, 3 mila di Canepina, 4 mila di Vejano, 3mila di Barbarano, 10 mila di Nepi, e poi ancora altre migliaia provenienti da Bassano Romano, Castel Sant’Elia, Fabrica di Roma. La cifra complessiva è pari a circa 60 mila utenti.

“Impensabile – prosegue Troncarelli – pensare che un numero così elevato di utenti sia costretto a spostarsi dai propri comuni per raggiungere l’ospedale di Belcolle o altri presidi più a nord, in considerazione della criticità del tratto stradale che conduce a San Martino al Cimino soprattutto nei mesi invernali, in presenza di strade impervie e rese ancora più a rischio dalla nebbia, dal ghiaccio, dal rischio smottamenti in occasione di piogge intense. Non si può non tenere conto di queste circostanze avverse ed esporre gli utenti al rischio di incidenti stradali sempre più frequenti proprio lungo il tratto che da Ronciglione conduce a Belcolle, agevolati dalla conformazione stradale e da fattori climatici destinati ad aggravare il già precario stato della carreggiata”.

Tutte le associazioni hanno dunque ribadito la forte richiesta di un potenziamento dei servizi sanitari offerti dal Sant’Anna. Un potenziamento che dovrà necessariamente comprendere ‘’una rivalutazione degli ambulatori già presenti – hanno detto - ad iniziare dalla ricostituzione di un effettivo pronto soccorso aperto 24 ore in grado, se necessario, di far fronte in loco a situazioni d’emergenza. La riapertura del reparto di Ematologia, già in essere all’interno della struttura ospedaliera, inaugurato pochissimi anni fa dal professor Mandelli, luminare del settore e diretto con successo dal professor Montanaro. La piena riattivazione degli ambulatori di cardiologia, dermatologia, reumatologia, diabetologia, medicina sportiva, neurologia, oculistica, ortopedia, ginecologia, otorinolaringoiatria, pneumatologia, psicologia, urologia’’.

“Non accetteremo più supinamente decisioni calate dall’alto – ha tuonato Troncarelli, facendosi portavoce di tutte le associazioni riunite – stavolta ci opporremo con tenacia a qualsiasi tentativo di depauperamento dell’ospedale ronciglionese. Non possiamo assistere impassibili alla distruzione di tutto ciò che la popolazione ha costruito con anni di sacrifici. Dalla prossima settimana partiranno azioni di protesta vera, vogliamo risposte chiare e concrete, le promesse generiche e le finte rassicurazioni non ci bastano più”.

Subito dopo Pasqua partirà pertanto una raccolta firme sia a Ronciglione che nei paesi limitrofi che sarà inviata al nuovo presidente della Regione Lazio Zingaretti e ai vertici dell’Azienda sanitaria locale’’.

 




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