Lotta al cinipide del castagno, arriva il tavolo tecnico del ministero
Per affrontare il problema del Cinipide del castagno, arriva il tavolo tecnico del ministero dell’Agricoltura. Sarà operativo da gennaio, ne farà parte anche la Comunità montana dei Cimini. Dell’organismo faranno parte i Comuni interessati, le Comunità montane e rappresentanti delle Regioni e delle Province in cui ricadono i territori italiani colpiti dal cinipide. Saranno altresì parte attiva del tavolo i produttori e le associazioni di categoria. E’ stato stilato, tra l’altro, un cronoprogrammma degli interventi e nei primi giorni di gennaio, sempre al ministero dell’Agricoltura, verranno convocate le parti e i rappresentanti degli enti che designeranno i nominativi per la composizione del tavolo che sarà immediatamente operativo.
E’ questo ciò che è emerso dalla riunione che si è svolta a Roma tra i dirigenti del ministero Marina Montedoro e Alberto Manzo, Maurizio De Santis dell’istituto fitosanitario del ministero, Romano Veroli dell’associazione nazionale “Città del castagno”, il sindaco di Canepina Maurizio Palozzi e il vicepresidente della Comunità montana dei Cimini Pompilio Pizzi. La proposta di istituire il tavolo, accolta dal ministero, è stata formulata proprio da Palozzi e Pizzi, che hanno presentato una dettagliata relazione sulle gravi problematiche castanicole legate alla diffusione del cinipide. Veroli, nel suo intervento, ha posto l’accento sulla “necessità ineludibile di intervenire, attraverso un’autorità che ottimizzi gli interventi e, soprattutto, con delle risorse certe”. Anche quest’ultima richiesta non è rimasta inevasa, visto che – hanno comunicato i tecnici del ministero – sono già stati stanziati dei fondi e assegnate risorse economiche al Cra (Centro ricerche agricoltura) proprio per combattere il cinipide. De Santis, dal canto suo, ha ricordato come “insieme al professor Alberto Alma dell’università di Torino stiamo compiendo esperimenti in campo aperto accertandoci della sua adattabilità nelle varie zone castani cole d’Italia”. Insieme all’istituzione del tavolo il ministero darà anche indicazioni alle Regioni per tutte le fasi operative. Secondo Pompilio Pizzi “si tratta di un risultato che ci sperare nel futuro. Finalmente anche il Governo entra nella partita per sconfiggere il cinipide. Tutto ciò è stato reso possibile grazie agli enti locali che sono sempre stati vicini ai produttori”.
Il cinipide del castagno ha invaso da anni i castagneti del Viterbese: deponendo le uova questa specie di imenottero provoca gravi danni alle piante ospiti poiché al momento della fioritura in primavera l’albero darà vita, anziché alle foglie e ai frutti, a delle escrescenze tonde (galle) all’interno delle quali si sviluppa l’insetto.
A causa della sua rapida diffusione la coltivazione di castagne è seriamente minacciata con conseguenze per tutto il comparto.
Sviluppata soprattutto sui Monti Cimini, la coltivazione delle castagne riguarda 2000 aziende agricole estese su una superficie di ca. 3.500 ettari, con una produzione di circa 5-6 mila tonnellate d castagne l'anno, con introiti vicini agli 8 milioni di euro.