

di Alessandra Pinna
VITERBO – Si è presentato davanti al ministero dell’Economia senza respiratore di scorta, con un’autonomia di sole cinque ore, per avere i fondi necessari alle cure della Sla. Lui è Luca Pulino, classe 1971, residente a Capranica, affetto dalla sindrome laterale amiotrofica che, ieri mattina, insieme al segretario del comitato 16 novembre Salvatore Usala, cagliaritano anche lui malato di Sla, la vicepresidente Mariangela Lamanna e una delegazione di malati, è stato accolto dal sottosegretario Gianfranco Polillo per discutere sullo stanziamento dei fondi per i non autosufficienti.
'Senza un aiuto preferisco morire'. Questo è quanto ha detto Pulino, comunicando con gli occhi grazie all’ausilio di una lavagna, poco prima di varcare la soglia del palazzo in via XX Settembre a Roma insieme ai familiari.
La protesta, con tanto di sciopero della fame, era iniziata il 21 ottobre scorso, quando era arrivato il via libera dalla commissione bilancio della Camera per 200 milioni di euro destinati alle cosiddette non autosufficienze. Fondi, a detta del comitato, troppo esigui per permettere alle oltre 5mila famiglie di provvedere alle cure dei propri cari.
Buone notizie sono arrivate a margine dell’incontro con il sottosegretario Polillo e il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare sull'efficienza del Ssn, quando è arrivata la notizia dell’impegno del Governo a portare da 200 a 400 milioni il fondo per l'assistenza domiciliare delle persone gravemente non autosufficienti bisognose di assistenza vigile h24. ‘’I soldi - ha spiegato Lamanna - verranno destinati in base a tre diverse categorie: chi ha bisogno della carrozzina, chi di carrozzina e alimentatore e chi ha bisogno anche dei respiratori’’. L’elenco dei casi dovrà essere stilato dalle Asl per poi passare ai controlli dei carabinieri del Nas.
Grande soddisfazione è stata espressa dal comitato e dai familiari di Pulino che, insieme a molti altri malati di Sla, avevano iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la riduzione dei finanziamenti destinati alle cure.
La delegazione, all’uscita del palazzo, ha commentato la decisione di raddoppiare i fondi lanciando un appello a tutti i malati di Sla: ‘’E' una notizia bellissima. Riprendete l’alimentazione’’.
Al presidio di ieri è intervenuta anche Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni (morto di Sla nel 2006), organizzazione fondata dallo stesso Coscioni e da sua moglie, il deputato vetrallese Maria Antonietta Farina, che promuove e sostiene campagne per la libertà di cura e di ricerca scientifica e a sostegno dei disabili.
Luca Coscioni, docente universitario di Politica Economica all’Università della Tuscia e in seguito politico tra le fila dei Radicali, con le sue battaglie a favore della ricerca, ha rappresentato un simbolo e un ideale per tutti i malati di sindrome laterale amiotrofica.
Foto gentilmente concesse dal quotidiano online SardiniaPost.it