ANNO 27 n° 265
Lucio Dalla "strega" Vasanello… e ne rimane stregato
VASANELLO - “Gli anni passano, anche troppo veloci, o almeno questo capita di pensare quando ci si volta indietro, eppure all’impatto emotivo con le bellezze architettoniche del Bel Paese non ci si abitua mai.” Parola di Lucio Dalla, il grande cantautore bolognese che mercoledì scorso, prima del concerto che si è tenuto in piazza della Repubblica ha passeggiato per le vie del centro storico di Vasanello rimanendone conquistato.
 
“E’ la prima volta che vengo in questa parte della Tuscia - ha detto in proposito - e nonostante mi aspettassi qualcosa in linea con i capolavori per cui è famosa, non pensavo che questo paesino potesse sorprendermi così tanto. Castello Orsini, la chiesa romanica dell’Assunta e quella di San Salvatore, con il suo straordinario campanile, rappresentano un motivo più che sufficiente per tornare da queste parti. E non escludo di farlo ad ottobre, visto che sono stato invitato a Mestieraria, la rassegna di alto artigianato che viene qui organizzata in quel periodo.”

Il cantautore parla a ruota libera, svariando dal patrimonio artistico alla musica con la stessa competenza, ricordando anche gustosi aneddoti dei suoi esordi e della “fiera” rivalità con il regista Pupi Avati, negli anni trasformatasi in solida amicizia ma che allora sfiorò momenti di forte tensione. “Con Pupi abbiamo cominciato insieme col jazz, una passione che porto sempre nel cuore, tuttavia negli anni pur senza abbandonare mai questo genere ho sperimentato un po’ di tutto. Come ogni forma d’arte la musica è una continua evoluzione, anche introspettiva, quindi cresce e si sviluppa esattamente come il carattere di chi la crea”.

Alle 22 circa tutto è pronto e la luce che illumina il grande palco scema fino a spegnersi. Così pure l’illuminazione pubblica e il tumultuoso brusìo di una piazza gremita all’inverosimile. E dopo l’ouverture di un quartetto d’archi eccolo, finalmente, Lucio Dalla, il poeta del pop italiano fare il suo ingresso in scena per dare inizio ad uno show che sarà ricordato a lungo. Tanto di cappello alla deputazione festeggiamenti classe 1969 per aver messo a segno, possiamo sostenere con notevole coraggio, un “colpaccio” difficilmente ripetibile.

di Ardelio Loppi



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