ANNO 27 n° 261
L'urlo deI ragazzi per una scuola migliore
L'intervento di Gioacchino Congi, presidente Consulta provinciale studentesca
13/10/2012 - 04:00

VITERBO - Un grido. Un urlo. Una bandiera. Le braccia alzate al cielo. I muscoli tesi dallo sforzo come si si volesse, con la voce, tirar fuori tutte le restrizioni di una società intera. Poi un altro grido, un altro urlo, altre bandiere altre braccia alzate quasi a voler raggiungere i confini del cielo, poi altre voci, ed altre ancora, fino ad arrivare a circa 200 studenti, indignati, riuniti ieri in una piovosa e umida mattina riscaldata da quel calore che solo nelle piazze si può percepire.

Un'altra lotta è iniziata per gli studenti della provincia di Viterbo, un altro caldo autunno di protesta è alle porte. Ieri, giornata di mobilitazione nazionale indetta dall'Unione degli studenti (U.d.s.), un'associazione d'ispirazione sindacale, le piazze di tutt'italia si sono accese in fuoco di protesta. E' stata accesa la miccia d'un focolaio che illuminerà tutte le scuole del nostro bel Paese, ormai stanco di una politica che non fa altro che tagliare fondi a istituzioni che sono alla base di una società moderna come istruzione e la sanità.

Gli studenti che ieri hanno scelto di saltare un giorno di scuola per viverne altri 100 migliori di questo, contestano il P.d.l. Aprea, una proposta di legge che prevede l'entrata dei privati all'interno delle istituzioni scolastiche cambiando, così, il consiglio d'istituto in C.d.a. Ovvero, consiglio dell'autonomia. Un po' come le aziende.

''Questo consiglio avrà potere decisionale sul P.o.f. (piano dell'offerta formativa) . Verrà adottato uno statuto unico per ogni istituto che minerà la rappresentanza [...]''. Così parlava uno dei cartelli alzati nel corteo. Gli studenti, ormai stanchi dei tagli e di sentirsi minacciati quasi senza sosta ad un governo sempre più ostile ad una politica che faciliti un'istruzione, urlano “basta” e, da oggi, si fanno promotori di una “rivoluzione” che ha come fine ultimo l'aumento di una coscienza di massa, perchè si sa, una manifestazione la si può reprimere ma le idee e i sogni no!

D'altronde come si può non biasimare questi ragazzi che l'unica risposta che ricevono dal loro ministro è “gli studenti vanno trattati con bastoni e carote”?!

Che siano d'esempio per una presa di posizione di massa così da unire tutte le classi di questa stanca società in un unico grido, in un unico urlo, in un unico grande infinito corteo. E che siano i giovani, ancora una volta, i protagonisti di questa “lotta”.

Gioacchino Congi

Presidente Consulta provinciale Studentesca




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