ANNO 27 n° 273
L'’Europa per i centri storici
Iniziativa dell'Italia dei Valori
30/10/2012 - 11:16

Riceviamo e pubblichiamo:

I finanziamenti europei, diretti e indiretti, per il recupero, il restauro, la riqualificazione e valorizzazione dei centri storici, il tema approfondito nell’'incontro che si è svolto presso la biblioteca comunale di Fabrica di Roma organizzato da L’'Alleanza Liberali e Democratici per L’'Europa e dall’'Area Eventi e Manifestazioni dell’'IdV nazionale.

Luoghi più consoni degli splendidi centri della Tuscia viterbese -pur nella loro innegabile criticità a cominciare dal capoluogo Viterbo - non potevano essere identificati per la trattazione di tale problematica.

Molto circostanziato il contributo dell’on. Niccolò Rinaldi, capo delegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento europeo, che ha stigmatizzato la mancanza di una vera riflessione delle istituzioni europee sulle dimensioni metropolitane e la scarsità di misure a loro sostegno.

Esigenze prioritarie oggi sono la salute dei cittadini, la sostenibilità sociale ed ambientale che caratterizza i centri storici come “luoghi del futuro”, e il decoro urbano che è il biglietto da visita, il talismano del cuore di ciascuna città.

Il consigliere provinciale di Viterbo, Giovanni Francola, che ha aperto e concluso i lavori, ha messo l’accento sul riuso del patrimonio immobiliare inutilizzato, sul miglioramento della vita insediativa, sull’'aspetto economico-commerciale.

Ha anche evidenziato come il recupero dei valori storici e identitari e la valorizzazione di ogni specifica potenzialità per attrarre i flussi turistici anche religiosi e/o alternativi non possano prescindere da una puntuale messa in rete del patrimonio esistente a qualunque titolo.

Rita Capponi, del Coordinamento provinciale, si è soffermata principalmente sulla cultura,sulla vitalità economico-sociale e sulla difesa e il rispetto dei vincoli paesaggistici stabiliti dall’art. 9 della Costituzione. Avvalendosi poi della pluriennale esperienza nel campo delle pari opportunità, ha richiamato l’'attenzione sull’apporto della dimensione di genere nel “pensare” le città che sono la memoria collettiva organizzata, memoria dalla quale le donne sono sempre state le grandi assenti, invisibili nelle scelte, dimenticate dalla storia.

Non più, quindi, uno sguardo neutro, ma una visione “target oriented”e un “gender auditing” a 360 gradi in quanto tutte le fasce della popolazione possono contribuire a riattivare l’'aspetto culturale dal basso, la pianificazione dei tempi e degli orari, l’'edilizia e l’'accessibilità a spazi e luoghi di rinnovamento. 

In definitiva, l'’approccio europeo, anche attraverso la socializzazione delle finalità dei vari Programmi, è stato delineato come “globale” e cioè pluridimensionale e partecipato, praticamente una vera e propria sfida basata sul concorso sinergico delle amministrazioni, delle associazioni di categoria, di urbanisti e sociologi, architetti e biologi, ma soprattutto delle rappresentanze vive e creative della quotidianità urbana.

Italia dei Valori Viterbo




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