ANNO 27 n° 271
Macchina di Santa Rosa patrimonio dell'umanità, passata la prima fase

La Macchina di Santa Rosa ha ufficialmente passato la prima delle tre fasi valida per la promozione a patrimonio immateriale dell’Unesco, nella quale concorrono insieme i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari. Città distanti geograficamente ma vicine in questa tradizione di “Macchine a spalla”.

Buone notizie quindi per la festa dedicata alla santa viterbese, alla quale si aggiunge un’altra novità importante che fa assumere alla Macchina di Santa Rosa un ruolo fondamentale nel riconoscimento da parte dell’Unesco delle quattro feste a patrimonio immateriale dell’umanità: l’elezione di Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, a referente per le comunità festive.

In pratica Mecarini, sarà il punto di riferimento e il tramite tra la “rete delle città delle Macchine a spalla” e il segretariato generale dell’Unesco che ha sede a Parigi. “Sono molto felice per questa nomina – ha dichiarato il presidente – non tanto per me ma perché in questo modo la nostra festa è stata riconosciuta come la capofila della rete delle grandi Macchine a spalla. I’iter da seguire è ancora lungo - ha continuato Mecarini – la prima fase è stata superata adesso dobbiamo solo attendere – ha concluso il presidente del Sodalizio – sperando che tutto possa andare al meglio”.

 Il lungo percorso che poi porterà alla fase “Unesco”, inizia nel 2005 quando la professoressa Patrizia Nardi dell’Università di Messina, realizza con il supporto delle scuole pubbliche, il progetto d’interscambio culturale sulle caratteristiche delle quattro città, realizzando di fatto la rete delle “Grandi Macchine a spalla italiane” (della quale facevano parte fino a poco tempo fa anche i Ceri di Gubbio, usciti poi, per concorrere da soli).

Nel giugno del 2006 arriva la firma del protocollo d’intesa da parte dei Comuni coinvolti fino alla candidatura all’Unesco, la quale dovrebbe concludersi il prossimo anno. Buone possibilità quindi per la Macchina di Santa Rosa anche se qualche settimana fa in un articolo del Corriere della Sera a firma di Paolo Conti, il ministro del Turismo con delega per la tutela dell’immagine dell’Italia nel mondo, Michela Brambilla ha si è espressa a favore del riconoscimento della pizza napoletana come patrimonio immateriale dell'umanità. 




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