ANNO 27 n° 260
MAFIA - Un diritto sapere un dovere informare

Anche a Viterbo si parla di mafia. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Libera al fine di sensibilizzare quei cittadini e quei comuni che non sono coinvolti direttamente con il fenomeno mafia e alla luce degli avvenimenti che hanno interessato i comuni laziali di Fondi e Nettuno.

Al convegno hanno partecipato  Angela Napoli membro del Pdl della commissione parlamentare Antimafia, L'assessore alle politiche sociali e della sicurezza della Regione Lazio, Luigina Di Liegro, Antonio Turri di Libera, Lorenzo Frigerio di Libera Informazione e Vincenzo Boncoraglio della direzione istituzionale enti locali - sicurezza della Regione Lazio.

Il tema principale degli intereventi è stato il pericolo dell'infiltrazione della criminalità organizzata, la lotta alla mafia e la necessità di parlare e inoormare la cittadinanza, perchè, come ha affermato la Di Liegro: "Solo con la promozione della cultura della legalità è facile capire e combattere la mafia"

Dello stesso parere anche Angela Napoli, da sei anni sotto scorta, la parlamentare ha parlato della sua proposta  di cancellazione dell’emendamento che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, in commissione Giustizia che però è stata bocciata. Secondo la Napoli, proprio la confisca dei beni ai mafiosi e il riutilizzo di questi da parte di associazioni e comuni, potrebbe essere alla base della sconfitta delle organizzazioni criminali.

Durante gli interventi, è stato sottolinato il fatto che le organizzazioni criminali in questo periodo si sono raffinate dal punto di vista culturale, ciò ha permesso una maggiore infiltrazione sia nei territori che storicamente non hanno avuto nessun legame con alcun tipo di mafia, sia negli ambiti nei quali è necessario un certo tipo di istruzione.

 

Per questo motivo Libera interviene in un territorio come la Tuscia, estranea alla criminalità organizzata ma possibile bersaglio. Un lavoro con le istituzione e i cittadini affinchè, Viterbo in questo specifico caso, ma anche tante altre regioni dell'Italia non vengano inquinate dalla mafia.

di Alessandra Pinna




Facebook Twitter Rss