ANNO 27 n° 271
''Manovra fatale se il Paese non cresce''
Intervento di Alberto Fluvi all'incontro pubblico del Pd
08/07/2011 - 06:59

La manovra correttiva 2011 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e mano a mano che si scoprono i dettagli del documento, che prevede una variazione da 40 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, si moltiplicano i malumori. Questo tema scottante, che in questi giorni sta tenendo banco nell’agenda politica nazionale, è stato affrontato durante l’incontro organizzato dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Viterbo, “Conti pubblici, fisco, lavoro, occupazione”, a cui hanno partecipato il capogruppo del Pd in Commissione Finanze, Alberto Fluvi, ed il deputato Ugo Sposetti.

“La manovra è stata approvata dal consiglio dei ministri lo scorso 30 giugno – ha esordito Fluvi – e dovrà avere il via libera dal Parlamento entro i primi di agosto: è davvero preoccupante il poco tempo che si avrà a diposizione per affrontare interventi di tali dimensioni. Altrettanto preoccupante è il fatto che in queste cruciali decisioni non siano stati coinvolti le parti sociali, le associazioni di categoria e gli enti locali, mentre quando si intraprendono manovre così imponenti è auspicabile avere il più ampio consenso possibile”.

“Quando abbiamo lasciato il governo, il Paese poteva vantare una crescita del Pil di tre punti – ha continuato il capogruppo – buoni livelli di occupazione ed una riduzione del debito pubblico. In pochissimi anni, invece, questa maggioranza si è mangiata l’avanzo primario e quattro punti Pil, azzerando la crescita ed incrementando la disoccupazione. Questa manovra, perciò, si inserisce in un contesto di recessione causata non solo da problemi di carettere economico ma anche politico e non contribuisce alla finanza pubblica, ma solamente a zavorrare il Paese”.

“Il nostro partito, quindi, deve indicare un percorso alternativo per dare certezza al ceto medio e ad un sistema economico che stenta a ritrovare una ripresa – ha aggiunto Fluvi -. Qui si parla di un taglio di 9 miliardi di euro alle amministrazioni locali (che si aggiunge a quello di 15 miliardi già effettuato dal Governo), di uno da 7,5 miliardi alla sanità, di un attacco alle pensioni e ai risparmi dei cittadini: tutte decisioni inaccetabili”.

“Il risanamento deve essere fatto non solo con rigore, ma anche con equità – ha concluso il capogruppo Pd -, perché se questo Paese non riprende a crescere, questa manovra lo ammazzerà”.




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