ANNO 27 n° 259
Marini: ''Io sto con Berlusconi e su De Gregorio dico che...''
L'ex sindaco e parlamentare del Pdl dice la sua sul momento difficile del partito
02/10/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) ‘’Io sto con Berlusconi’’. Giulio Marini soffre per il momento delicato che sta attraversando il Pdl, ma non per la scelta che ha fatto. Un scelta messa nero su bianco quando non era stata neanche richiesta: ‘’Già, perché - ricorda l’ex sindaco - mandai una lettera a Silvio Berlusconi il 30 settembre 2012, esattamente un anno fa, dicendogli che gli sarei stato accanto fino alla fine della sua esperienza politica. Così farò senza se e senza ma’’.

Neanche un dubbio, non un ripensamento, men che meno lo sfiora l’idea di prendere soltanto in considerazione altre opzioni: ‘’Assolutamente no – conferma – nella vita ci vuole coerenza, sia nel bene che nel male. Ricordo che dopo aver votato la sfiducia a Prodi, nel 2008, Fini mi chiese di fare una scelta tra le due cariche che ricoprivo, quella di sindaco e di deputato. Sapete tutti come è andata. Non mi sono tirato indietro e credo di aver fatto la scelta più difficile, sicuramente la meno vantaggiosa dal punto di vista personale. Fare politica significa scegliere, ma di certo non dimentico le opportunità avute con Berlusconi, anche come deputato, senatore e membro della commissione Difesa’’.

A proposito della commissione difesa, l’ex senatore De Gregorio cita come componente la delegazione parlamentare, in visita a Hong Kong, dove, sempre secondo l’ex presidente della commissione Difesa, Silvio Berlusconi, nelle vesti di presidente del Consiglio, si attivò con le autorità di Hong Kong per bloccare una rogatoria dei pm milanesi nell'inchiesta Mediaset. Cosa ricorda di quella visita?

‘’Ricordo esattamente tutto: andammo in visita istituzionale, ci furono molti contatti con il mondo produttivo per sostenere o avviare rapporti commerciali con l’Italia, e soprattutto ci fu un accordo tra l’Augusta e alcuni imprenditori per la vendita di elicotteri. Di altre cose che dice De Gregorio non ne so nulla e non ne ho avuto sentore. Mi chiedo e trovo strano, tra l’altro, che se davvero ci fosse stato quello che dice l’ex senatore, nessuno del mio partito mi abbia avvisato o contattato per dirmi di porre particolare attenzione a qualche passaggio di quella visita’’.

Non le è mai parso un po’ strano che proprio il senatore De Gregorio fosse stato eletto presidente della commissione Difesa del Senato?

‘’Le racconto come è andata. Dopo la prima votazione, il centrosinistra non ebbe i numeri per eleggere il presidente. La candidata era Lidia Menapace, una famosa pacifista che, tanto per essere chiari, era addirittura per l’abolizione delle Frecce tricolori. Ebbene, durante la notte si susseguirono contatti frenetici al nostro interno e fra i partiti e si fece avanti De Gregorio dando la sua disponibilità. Ricordo che per noi del Pdl non fa facile votarlo e ci volle tutta la bravura di Schifani per far fronte ai nostri mal di pancia e farci digerire quella candidatura. Vi pare una compravendita? Sono cose che ho già detto in un’intervista a La7; non è andata mai in onda’’.

Torniamo ad oggi e alla sua ‘’ortodossia’’ berlusconiana…

‘’Ma quale ortodossia – risponde stizzito Giulio Marini – questa si chiama politica. Le racconterò un altro aneddoto: quando, insieme a qualche mio collega, non votammo la fiducia al decreto Salva Italia del governo Monti, alcuni giorni dopo, durante la cena per gli auguri di Natale, fummo anche redarguiti da Silvio Berlusconi. Capisco il malessere che vi ha spinto a votare contro – ci disse il Cavaliere – ma siccome ho dato la mia parola al presidente della Repubblica, la parola data va mantenuta.’’

‘’Questo è il pensiero liberale – insiste Marini - questi sono i valori, questa è politica. Ecco perché sto con Berlusconi’’.

‘’Del resto – continua l’ex sindaco – se il governo Letta non avesse alzato l’iva e avesse definitivamente cancellato l’imu questi problemi non ci sarebbero stati. Altro che partito di estremisti che legano le sorti del governo al destino di Berlusconi. Estremisti sono gli ex ministri che hanno dato le loro dimissioni a Berlusconi due giorni prima che esplodesse il caos, quando evidentemente avevano capito di aver fallito il mandato che gli avevano dato gli elettori del centrodestra’’.

Cosa pensa accadrà nelle prossime ore.

‘’Sono stato inviato a Roma, non ci sono stato ma sono aggiornato di come stanno andando le cose. Non credo che stavolta Berlusconi stia giocando e credo che sia anche giusto così. Se l’iva non verrà aumentata e l’imu cancellata è possibile che rientri tutto, altrimenti…’’.

Altrimenti?

‘’Altrimenti la scissione, o quantomeno qualcosa che gli somigli molto, sarà inevitabile’’

Si parla di una quarantina di senatori pronti a seguire Angelino Alfano.

‘’Per rispondere ricorrerò a un altro aneddoto. Vi riporto con la memoria alla sfiducia al governo Prodi. Durante la seconda chiama nessuno di noi era ancora in grado di capire come sarebbe andata a finire. Ricordo che tra i senatori a vita erano assenti Pininfarina e Andreotti, entrambi, si disse, malati. Alla fine, caduto Prodi, decidemmo di spostarci tutti a Palazzo Grazioli. Quando uscii con l’auto dal Senato, viddi anche Andreotti uscire da Palazzo Giustiniani: era presente ma non partecipò alla votazione perché aveva capito tutto’’.

Andreotti non c’è più, ma per capire il futuro del Pdl- Forza Italia, anche a livello provinciale, ormai è questione di ore.




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