Marzia Marzoli, un simbolo di coraggio
Riceviamo e pubblichiamo
E’ già una discontinuità vedere delle donne contendersi per la prima volta la poltrona di presidente alla regione Lazio, un fatto che non era mai accaduto ma le insidie latenti della politica debbono fare aprire sempre di più gli occhi a tutti i cittadini più aperti.
Se per gli ecologisti il bene primario è la tutela della salute e della vita allora in questa società guidata da distruttori privi di ogni sensibilità verso la Natura diventa una nostra missione quella di proteggere il nostro habitat. L’ecologista è un religioso che vuole essere in armonia con il “Creato” e deve lottare contro quelli che usano il potere con incapacità ed arroganza facendo danni al patrimonio comune.
Religioso e ribelle, così è la natura dell’ecologista; è un essere generoso ed altruista, si assume l’onere di fare rispettare ed amare l’“armonia” di un ecosistema fortemente pregiudicato. L’ecologista noi lo vediamo incarnato in quella persona che in vari frangenti ha fatto sentire la sua voce contro Governo ed Enel con la marcia su Roma e contro certuni sindaci della costiera tirrenica fortemente contestati.
Marzia Marzoli è la donna ecologista, per eccellenza, sempre in prima fila in infinite dimostrazioni, si è guadagnata ampiamente sul campo una stima incondizionata. Farà una forte paura al Pd e Pdl ed è a capo di uno schieramento sorto dalla piazza e in sintonia con la gente che la segue fiduciosamente verso ogni iniziativa di rottura con i vecchi schemi del potere.
Noi di questa terra del viterbese siamo vicini a questa donna battagliera e la prendiamo come “un simbolo di coraggio”, come una Giovanna D’arco del nostro tempo. Siamo grati a Lei ed a tutti quelli che la sostengono per un fatto grandioso riguardante la centrale a carbone di Tor Vandalica, così noi la chiamiamo, perché sappiamo che i residui venefici sprigionati nell’aria, da laggiù arrivano sospinti dai venti fin quassù da noi e vanno ben oltre i Cimini.
Ma sulla Tuscia grava lo spettro di un mega-areoporto. Programmato dalle menti eccelse della regione Lazio lo hanno condiviso altri parlamentari PD . Sul “grande affare” si sono aggregati i parlamentari viterbesi PD e PDL con in testa il sindaco di Viterbo Marini. La trasversalità affaristica quando c’ è il denaro a fiumi si coalizza facilmente. La Polverini reiteratamente ha sposato questa causa mentre con la Bonino c’è a fianco il PD e noi temiamo tutte queste cordate.
E’ questo lo scenario che turba non poco i sonni di chi vuole che non ci sia lo scempio del mega-aeroporto di Viterbo. Sarebbe un apocalisse per l’intera Tuscia, diverrebbe un immenso immondezzaio la nostra terra pur di placare le contestazioni delle popolazioni intorno a Ciampino. E’ una cospirazione intentata da teste prive di ogni scrupolo.
E pensare che questo mostro dovrebbe sorgerebbe sopra un area dove al di sotto c’è un bacino immenso di acque calde sulfuree, zona Bulicame. L’organizzazione vicino alla Marzia Marzoli si faccia carico di segnalare all’Enel, ai loro dirigenti e gridatelo forte anche da parte nostra, che in questa area c’è una potenzialità di sfruttamento di energia geotermica infinita. E’ quella stessa energia, sempre geotermica, che l’Enel, con una commessa del settembre scorso, di 61 milioni di $ la sta cercando per conto degli S.U. laggiù nel Nevada. Da noi qui in Italia vigono sempre le contraddizioni pur di favorire gli “interessi costituiti”, spesso quelli delle lobby; si sacrificano le vite umane con l’uso forzato di energie sporche. Sporche sì, lo ripetiamo, come tante scelte politiche sempre molto molto sporche fatte a danno della collettività.
Noi confidiamo molto sul movimento guidato dal medico Antonella Litta e sorretta dal magistrato Imposimato e da molti altri intellettuali di ogni dove. E’ un baluardo a difesa della “salute della popolazione e dell’ambiente” di tutto il viterbese contro la insensatezza di quell’opera.
Un nostro modesto suggerimento, per l’organizzazione a sostegno di Marzia Marzoli, sia per l’obiettivo identico a quello del nostro movimento, ci viene spontaneo. Perché non unire le forze in una stessa lista aggregando il nome della Antonella Litta a quello della Marzia Marzoli?
Sarebbe una occasione irrepetibile. Bisogna spazzare via dalla politica tutto quel pattume accumulato nel tempo. Fare pulizia di quel putrido marciume annidato nei gangli di certi partiti che stanno inquinando l’ambiente e la società civile, è un imperativo categorico non più differibile. L’ora propizia è scoccata, l’occasione non va sprecata, muoviamoci uniti tutti quanti e senza tentennamenti!
MOVIMENTO ECOLOGISTI DEMOCRATICI