ANNO 27 n° 263
Mattel: venerdì libero e massaggi
20/03/2012 - 09:23

C’è chi paga l’Imu, chi contribuisce a sostenere le spese per l’asilo nido, chi offre il maggiordomo e chi fa i massaggi. Le aziende sono sempre più consapevoli di quanto sia importante il benessere dei lavoratori e cercano in tutti i modi di migliorarlo. Come? L’ultima novità arriva da Mattel, la multinazionale famosa in tutto il mondo per le bambole Barbie.

Gli oltre cento dipendenti di via Bracco, Milano, chiedevano più tempo libero. La risposta? Nove ore di lavoro durante la settimana e il venerdì pomeriggio tutti a casa. Non solo. Quante volte vi è capitato di aver bisogno di un farmaco ma tra gli impegni, i bambini e la famiglia, rimandate in continuazione? La Mattel tre volte la settimana ha deciso di ospitare un farmacista che effettua per i lavoratori sia il servizio di consegna farmaci da banco che la gestione delle ricette.

Per chi si vuole rilassare, servizio massaggi nella wellness room aziendale (su prenotazione) oltre a incontri con esperti per migliorare la qualità della vita e gestire al meglio lo stress. E come se non bastasse, caffè gratis alle macchinette. «In un periodo difficile come quello attuale - spiega Annalisa Sala, Direttore Risorse Umane di Mattel Italia - abbiamo deciso di ascoltare le persone e di puntare su di loro, il nostro capitale più prezioso, restituendo tempo e benessere».

Non è la prima volta che aziende si impegnano per migliorare l’ambiente di lavoro. Secondo Great Place to Work, l'organizzazione che ogni anno pubblica una classifica sulle migliori società in cui lavorare, le performance finanziarie delle cento migliori aziende quotate in borsa, sono tre volte superiori ai principali indici di Borsa.

La teoria è insomma che chi vive bene (in azienda) lavora (anche) meglio. Tanto che, nei momenti di difficoltà, i dipendenti degli ambienti di lavoro eccellenti mostrano migliore capacità di recupero e sono subito pronti alla ripresa.

Il welfare aziendale è un tema di grande attualità: moltissimi i casi di contratti integrativi con cui le imprese hanno inserito nuove strumenti per conciliare i tempi di vita e di lavoro. Big come Kraft, Colussi, Barilla e Nestlè hanno introdotto sette giorni retribuiti di congedi di paternità e telelavoro. Esemplare il caso di Luxottica, la multinazionale dell'occhiale che dopo l'accordo pilota sul welfare aziendale, per i 50 anni del gruppo ha persino distribuito azioni gratis ai dipendenti.

E i piccoli non restano affatto a guardare: a Bologna Renografica, azienda con 32 lavoratori, ha istituito un «premio pagella» ai figli dei dipendenti che vanno bene a scuola: bonus da quattrocento a ottocento euro. La romana Convert Italia, società del fotovoltaico, ha deciso di pagare l'Imu per tutti i lavoratori. Accor è invece stata la prima in Italia a offrire un maggiordomo aziendale: un tuttofare che ritira gli abiti in lavanderia, porta la macchina all’autolavaggio. Il tutto per sopperire alla mancanza di tempo che affligge i forzati del cartellino da timbrare.

Corriere.it




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