

di Alessia Serangeli
VITERBO – Sequestrato mezzo milione di euro. Tanto il valore sulla piazza di spaccio della polvere bianca contenuta nei quarantasette ovuli sequestrati dagli uomini dell’Arma.
L’operazione (nome in codice: “Ovuli di Pasqua”), condotta dai carabinieri del Norm di Ronciglione, agli ordini del luogotenente Angelo Fazzi, e dai colleghi del Nucleo operativo, guidati dal maresciallo Giuseppe Donati, ha permesso di sgominare una fiorente attività di spaccio nella zona compresa Fabrica di Roma e Civita Castellana facente capo a tre nigeriani.
Si tratta di una coppia di coniugi, D.J., 29 anni e I.D. (39), e della “socia d’affari” R.O. (30). Tutti, residenti a Fabrica (i primi) e a Corchiano (la seconda) da circa sette anni, sono stati arrestati con le accuse di detenzione e spaccio di droga.
“I tre si fingevano venditori ambulanti fuori dai supermercati della provincia e, sotto questa copertura, gestivano l’attività di spaccio”, ha spiegato il maggiore Guglielmo Trombetta (comandante della Compagnia di Ronciglione) durante la conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’attività info-investigativa.
Ad insospettire i militari, in particolare, il viavai sospetto dei nigeriani tra Fabrica e la città delle ceramiche. Un andirivieni fin troppo frequente tanto che, dopo appostamenti e pedinamenti specifici, sono finiti nella rete dell’Arma giusto a metà strada.
“Li abbiamo bloccati a Carbognano ieri mattina (5 aprile, ndr)”. I tre erano bordo della loro auto, una Nissan Almera di colore bianco. Hanno ostentato sicurezza e tranquillità, ma gli uomini di Fazzi e Donati non ci hanno pensato su due volte e li hanno condotti in caserma per svolgere ulteriori accertamenti. Che, infatti, hanno dato esito positivo. “R.O. aveva occultati nella biancheria intima due ovuli di cocaina”, ha detto Trombetta.
Da qui sono scattate le perquisizioni domiciliari. Mentre in casa della 30enne ne sono stati trovati due, nel domicilio della coppia sono stati rinvenuti la bellezza di 43 ovuli nascosti all’interno di un trolley da viaggio.
“In totale abbiamo sequestrato 47 ovuli contenenti, complessivamente, quasi tre etti e mezzo (3,43 per l’esattezza, ndr) di cocaina”. Il che, tradotto in termini economici, equivale a diverse centinaia di migliaia di euro. “Orientativamente mezzo milione di euro, lo stupefacente è purissimo”.
Adesso, mentre le due donne sono ristrette nella casa circondariale di Civitavecchia e l’uomo nel penitenziario viterbese, le indagini vanno avanti. C’è il forte sospetto da parte degli investigatori, infatti, che i tre siano coinvolti in un “circuito criminale internazionale”.