ANNO 27 n° 261
Mazzola: "Impedire un'altra Auschwitz nell'ex polveriera di Tarquinia"

TARQUINIA - ''Allestire un Centro di identificazione ed espulsione per immigrati nell’ex polveriera dell’Esercito sarebbe come creare una nuova Auschwitz. E' impossibile che degli esseri umani possano vivere in un ambiente come quello, dove sono state stipate per anni armi pericolosissime, piena di amianto e che viene sommersa dall'acqua ogni qualvolta esonda il fiume Marta. Per questo non possiamo consentire una struttura del genere sul nostro territorio".
Così il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, torna sulla notizia dell'avvenuta firma del decreto ministeriale che sancisce il trasferimento del Cie di Ponte Galeria nell’ex struttura militare, diffusa l'altro ieri dal consigliere regionale del Lazio Anna Pizzo (Sinistra e libertà).

''Finora – aggiunge Mazzola - non ho ancora ricevuto smentite ufficiali né dal ministero degli Interni né da altre istituzioni. So, perché l'ho visto - precisa -, che esiste un progetto per trasformare l'ex polveriera in Cie. E' stato elaborato nei mesi scorsi, dopo che la proprietà della struttura fu trasferita d'urgenza dal ministero della Difesa a quello degli Interni. Ma so anche che il ministro Roberto Maroni, intervenendo per telefono a una seduta del nostro consiglio comunale, ci ha garantito che non aveva nessuna intenzione di allestire il centro a Tarquinia. Quindi, aspetto una sua smentita”.

Secondo Mazzola, oltre a quelli di carattere umanitario e di rispetto dei diritti degli immigrati, ci sono anche motivi di natura economica che, a suo dire, rendono impraticabile l’ipotesi di allestire un Cie a Tarquinia. “La città – spiega – vive di turismo e la presenza di una struttura del genere, come è già avvenuto in altre realtà, ci metterebbe in ginocchio




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