ANNO 27 n° 260
Memoriale Moro: Gotor ne parla in un testo
Il 13 la presentazione nell’ambito dell’iniziativa ''Appuntamenti con la memoria''
01/12/2011 - 12:49

VITERBO - Scritto e riscritto a mano dal prigioniero, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori delle Br è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana e molti dei suoi snodi più inquietanti: dal generale Dalla Chiesa ad Andreotti, da Gladio alla P2, dai servizi segreti alla banda della Magliana, dall'omicidio del giornalista Pecorelli ai brigatisti Moretti, Gallinari, Senzani e Fenzi.

Lo stesso memoriale è incompleto, lacerato, avvolto dal mistero: perché le Br non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso?
I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare dodici anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autografi di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? E cosa vi era scritto?

Le risposte a tali domande si trovano nel libro scritto da Miguel Gotor che verrà presentato martedì 13 dicembre, alle ore 16.00, con una tavola rotonda promossa dall’Archivio di Stato di Viterbo nell’ambito dell’iniziativa Appuntamenti con la memoria e ospitata dalla Fondazione Carivit nella bella Sala delle Assemblee di Palazzo Brugiotti in Via Cavour 67.
Alla presentazione, che si svolgerà sotto forma di intervista condotta da Angelo Allegrini, sarà l’autore stesso  – assieme ad un altro storico del calibro di Francesco M. Biscione – a dimostrare, come già nella sua fortunata edizione delle lettere dalla prigionia, che è possibile sottrarre le carte di Aldo Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarli al rigore del metodo storico.

Unico modo con cui possono essere così decifrati, finalmente, i segni di una sanguinosa e decennale lotta di potere, in cui la politica, le ambizioni personali, la criminalità e gli affari si sono intrecciati con la crisi della Repubblica. Un enigma italiano, e la sua soluzione.




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