

di Silvia Cannucciari
VITERBO – E’ stato votato all’unanimità il documento con cui la Provincia torna a chiedere a gran voce l’intervento ed il potenziamento delle infrastrutture nel viterbese.
Dopo un iniziale botta e risposta fra maggioranza ed opposizione, dovuto al fatto che il consiglio straordinario richiesto dalla minoranza vedeva sedere fra i banchi del Pd un numero esiguo di consiglieri (tanto che il numero legale per procedere è stato garantito dalla stessa maggioranza), si è passati a discutere il doumento presentato in mattinata dai Democratici.
“Il consiglio è stato richiesto quando si era parlato di tagli ai fondi della trasversale – ha precisato il capogruppo del Pd Federico Grattarola – finanziamenti che poi sono stati ripristinati. Il documento che presentiamo oggi, perciò, vuole chiedere maggiori delucidazioni per quano riguarda una serie di infrastrutture: oltre alla Trasversale Orte-Civitavecchia, anche la tratta ferroviaria Fr3, il corridoio tirrenico (opera con miglior stato avanzamento, soprattutto grazie all’intervento dei privati), la Cassia Sud, il collegamento ferroviaria fra Civitavecchia e Orte e ovviamente l’aeroporto”.
A questo punto, però, l’Italia dei Valori, attraverso Raffaele Saladino ha precisato che il partito “non può condividere la forma con cui è stato proposto il documento, soprattutto per quanto riguarda l’aeroporto, a cui l’Idv è contaria. Con il fantasma dello scalo le priorità di collegamento sono state messe da parte, mentre la realizzazione delle infrastrutture deve prescindere dal nuovo aeroporto. Se dal documento emergesse che senza la realizzazione dell’aeroporto si creerà un danno per il territorio, noi non lo voteremo”.
L’assessore ai lavori pubblici Gianmaria Santucci ha fatto poi il punto sullo stato dell’arte di alcune fra le infrastrutture che interessano la Tuscia.
“Per quanto riguarda la trasversale – ha dichiarato Santucci – il progetto complessivo prevede 317 milioni di euro: una parte sono già stati utilizzati e 117 milioni sono stati stanziati ora. Per arrivare a Civitavecchia, però, servono altri 600milioni che ora non sono nelle disponibiltà dell’Anas. Si potrebbe prendere in considerazione la proposta avanzata dall’allora ministro dei trasporti ed infrastrutture Di Pietro, che prevedeva l’ ingresso dei privati nel completamento dell’ infrastruttura. C’è, perciò, da discutere e decidere se attendere i fondi Cipe o Anas, oppure prevedere l’ingresso dei privati”.
“Per la Livorno – Civitavecchia – ha ggiunto lassessore - l’ammodernamento dell’Aurelia, nei primi 16 km verso Tarquinia, a breve diventerà una realtà, mentre per il centro merci i lavori sono già in essere, con collegamenti stradali e ferroviari. Per i porti turistici di Tarquinia e Montalto, infine, ci sono dei vincoli urbanistici da superare”.
Santucci, poi, ha ricordato che dal 1° maggio l’Anas ha aggiudicato alla Società Autostrade l’installazione dei varchi elettronici per il pagamento dei pedaggi sul grande raccordo anulare di Roma: “E’ necessario che questa Provincia esprima il suo parere nettamente contrario” ha commentato l’assessore.
A questo punto, con il Presidente della Provincia Meroi si è parlato più dettagliatamente di aeroporto: “Quindici giorni fa, insieme al governatore Polverini ed il sindaco Marini abbiamo avuto un incontro con Matteoli. Il dato chiarissimo che ne è emerso e che la situazione di Ciampino e Fiumicino è instostenibile. Per questo motivo se verrà realizzato un altro aeroporto nel Lazio, questo sarà fatto a Viterbo. Il sostituto del secondo scalo romano non sarà né Tarquinia né Civitavecchia, ma solo a Viterbo”.
“Chiediamo , perciò, un reale impegno a chiarire entro quali termini il Cipe possa strutturare l’intervento per l’aeroporto di Viterbo e di individuare la tempistica di recupero per il tratto fra Orte e Civitavecchia – ha aggiunto Meroi -. Tutto questo partendo dal presupposto che le opere che noi andiamo a chiedere non devono essere propedeutiche per l’aeroporto ma indipendenti dallo scalo internazionale di Viterbo”.