

di Domenico Savino
VITERBO – ''Riportare al centro della discussione il territorio per troppo tempo abbandonato da una visione romanocentrica''. E’ messaggio che lancia Rosita Pelecca appena riconfermata all’unanimità alla guida della Cisl provinciale. Ieri il congresso alla presenza dei 98 delegati all’Hotel Terme Salus a cui ha partecipato il segretario nazionale confederale, Liliana Ocmin e del segretario Usr, Dario Roncon.
Al congresso della Cisl hanno partecipato anche le istituzioni (Marini e Meroi in rappresentanza del Comune di Viterbo e della Provincia), i neo eletti consiglieri regionali Panunzi e Sabatini, i rappresentanti delle associazioni di categoria Palombella per la Camera di Commercio, Luigia Melaragni per la Cna, Giuseppe Crea per la Federlazio, Tonino Delli Iaconi per Unindustria e i segretari confederali provinciali Miranda Perinelli (Cgil) e Giancarlo Turchetti (Uil).
Il discorso di Rosita Pelecca era incentrato sui pressanti problemi che derivano dalla crisi: lavoro e pensioni e questioni di equità sociale sono stati i punti cardine della sua argomentazione: ''La gente è stanca – ha dichiarato Pelecca – e ne ha dato ampia dimostrazione durante le ultime elezioni. Anche questo è un segnale''. Dopo aver ringraziato i delegati per la nomina all’unanimità ''questo incarico è motivo d’orgoglio'', ha stabilito i primi impegni del sindacato: ''La parola chiave è il lavoro, il lavoro che manca e che si fa fatica a trovare. Mai come oggi il sindacato deve essere sensibile a queste problematiche, deve metterci la faccia ed essere credibile nelle richieste che provengono dalla società''.
Poi il suo orizzonte guarda alla Tuscia: ''Nella nostra provincia un giovane su due è senza lavoro – ha sentenziato Pelecca -: questo è il principale problema che il nostro sindacato deve affrontare per far ripartire il territorio prima, e l’intero paese poi''.
Per ciò che riguarda i problemi sociali Pelecca ha fatto capire che la Cisl porrà grande attenzione nel rimettere al centro del dibattito questioni di grande interesse, quali la difesa dei redditi medio-bassi, l’equità fiscale, la qualità dei servizi e la loro omogeneità nel territorio, le tariffe locali, le politiche per la salute e il benessere.
La presenza degli esponenti politici è servita a Rosita Pelecca per ribadire ''la necessità di eliminare le divisioni tra i partiti. Per troppo tempo la litigiosità tra i singoli schieramenti non ha fatto altro che nuocere ai problemi del territorio che è stato messo in secondo piano. Il Viterbese non può più essere la terra delle occasioni perse, ma deve tornare la centro di qualsiasi discussione per consentire all’economia della Tuscia di rimettersi in moto''. La classe politica pare aver accettato la sfida. Adesso, però, servono i fatti.