ANNO 27 n° 263
'Mio figlio ha capito di aver sbagliato'
Parla il padre di Fabrizio Filippi: 'Felici di riaverlo a casa'
11/11/2011 - 04:00

di Eva Kant

VITERBO – E’ pentito e sa di aver sbagliato. L’assistenza di uno psicoterapeuta gli ha fatto bene. Nega di appartenere ai Black Bloc perché “non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto'. E anche se lui - immortalato mentre lanciava un estintore contro un mezzo delle forze dell’ordine - era travisato da una grossa sciarpa, dice: “Ero facilmente riconoscibile. Mi sono trovato in mezzo agli scontri per caso e ho perso la testa”. Non ha orientamenti politici precisi e non frequenta centri sociali. Studia psicologia, sogna la laurea e, un giorno, di lavorare nel settore.

Questo è Fabrizio Filippi, il 24enne di Bassano Romano diventato il simbolo degli scontri che, il 15 ottobre scorso, misero a ferro e fuoco la Capitale.

Fermato due giorni più tardi, il giovane è restato in carcere poco meno di un mese: alle 18,30 di mercoledì 9 novembre si è lasciato alle spalle Regina Coeli, dopo l’ordine di scarcerazione del gip di Roma Paola Della Monica. 'La presenza di una famiglia attenta e l'assistenza di uno psicoterapeuta appaiono idonee ad esercitare un efficace controllo permettendo a Filippi di orientare il suo disagio verso forme più mature'. Così, si legge nelle tre pagine dell’ordinanza.

Dopo la soddisfazione espressa ieri mattina dagli avvocati Vincenzo Gambera e Francesco Lamonica ai nostri microfoni – “ha capito di aver sbagliato e si è pentito. Non è un simbolo, non voleva colpire nessuno” – si sono detti “felici” i genitori del ragazzo. “Mio figlio si è assunto la responsabilità di quanto ha fatto. Ha commesso un errore e siamo certi che non accadrà più”, ha confidato ieri pomeriggio Roberto Filippi raggiunto telefonicamente. “Fabrizio, adesso, è tranquillo. Questa esperienza l’ha maturato, grazie anche all’aiuto di psicologi che lo hanno assistito durante la detenzione”.

Sia lui (impiegato di banca) che la moglie Ornella (impiegata all'Agenzia delle Entrate di Viterbo) - che non hanno mancato un giorno di fare visita al figlio in carcere - mercoledì sera hanno preferito aspettarlo a Bassano Romano. “Sono andati a prenderlo gli avvocati (Gambera, oltre che il legale, è un amico di famiglia, ndr), noi siamo restati a casa. Fabrizio è arrivato verso le 20”, ha detto in conclusione Filippi, aggiungendo: “Siamo pronti al processo, che affronteremo in maniera serena”.

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