

Simone Marcelli
Come da tradizione, si è svolta la rievocazione della passione di Cristo del Venerdì Santo, quest’anno caduto il 22 Aprile scorso.
Iniziata con un perdonabile ritardo, la sfilata del corteo, composto da più di cento figuranti, è partita dalla chiesa di S. Bartolomeo e ha tinto di toni mistici e suggestivi la ventosa notte montefiasconese. Aperta, appunto, dai personaggi in costume, la sfilata è stata seguita dalla banda musicale e dalla processione religiosa.
Prima tappa: Piazza Vittorio Emanuele, dove è stato inscenato, dai balconi delle palazzine circostanti, il “giudizio di Ponzio Pilato”. Numerosissimi gli spettatori raccolti nella piazza, tanti da render difficile finanche scattare alcune foto. Dopo la condanna di Gesù, la sua incoronazione con le spine ed il drappo rosso ed i nervosismi di alcuni cavalli, il corteo è sceso lungo via Bixio diretto alla Porta di Borgo, al ritmo dei tamburi e dei passi dell’esercito romano.
La folla si è allora accalcata in corso Cavour, in attesa dell’arrivo della processione, diretta nuovamente verso il punto di partenza. Lungo la ripida salita del corso di Montefiascone, sono avvenute le “tre cadute di Cristo” e l’episodio della “Veronica”.
È rimasto allora l’ultimo e più tragico atto della passione di Cristo: la “crocefissione”. Proprio per assistere a quest’ultima, i centinaia di spettatori si sono diretti nella piazza antistante la cattedrale di Santa Margherita. Qui, all’imponente ombra della cupola della cattedrale, Gesù è stato spogliato e legato alla Croce. Nel silenzio rispettoso e suggestionato della folla, la Croce è stata sollevata, offrendo il corpo di Cristo, interpretato da un coraggioso figurante, al vento gelido. Dopo la morte di Gesù e la benedizione del parroco di Santa Margherita don Agostino Ballarotto, gli spettatori si sono abbandonati ad un liberatorio applauso, per poi tornare alle loro case.
Uno spettacolo emozionante e curato che, anno dopo anno, rinnova la partecipazione dei cittadini alle proprie tradizioni, attira turisti e visitatori, introduce l’atmosfera della Pasqua.