Natale, regali e cenone più "leggeri".
Magari ci saranno pasti un po’ più “leggeri”, ma non sarà un Natale senza regali e cenoni. Almeno secondo Confcommercio, che, come si evince da un comunicato che riguarda anche la zona della Tuscia, si aspetta consumi natalizi in diminuzione, come ampiamente previsto, ma senza il tanto temuto crollo. In termini reali, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i consumi scenderanno dell’1,5%, a margine, però, di un incremento in temini monetari dell’1,1%. Le tredicesime continueranno a essere destinate quasi completamente ai consumi (27 miliardi di euro su un totale lordo di 48,8 miliardi), stando però più attenti a non eccedere con il superfluo. I soldi verranno usati principalmente per spese di gestione e per le riparazioni di beni durevoli. I regali verranno fatti con un occhio di riguardo alle offerte speciali, anche se i prodotti tipici e quelli di qualità manterranno il proprio mercato usuale.Di parere diametralmente opposto è il Codacons, secondo il quale le stime della Confcommercio sono «eccessivamente ottimistiche e si scontreranno con una realtà ben più negativa». Per l’associazione, i cali saranno pesanti per gli articoli da regalo (-20%) e soprattutto per settori prettamente legati alle feste, come quello degli addobbi, che potrebbero perdere il 25%.