ANNO 27 n° 268
Neonato muore per una malformazione non diagnosticata
L'ecografia, eseguita in privato, non aveva rilevato il problema
18/08/2011 - 08:36

Un bimbo nato nell’ospedale Belcolle è morto dodici giorni dopo al Bambino Gesù di Roma, dove era stato trasportato poche ore dopo il parto per una malformazione cardiaca congenita. Non appena giunto nella Capitale, a bordo di un’eliambulanza, il piccolo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per eliminare la malformazione. Ma è stato tutto inutile. Pochi giorni dopo è deceduto.

L’intervento, secondo quanto sostengono i genitori, Isabella e Giancarlo, era perfettamente riuscito, ma una serie di complicazioni, la più grave delle quali sarebbe stata una sofferenza cerebrale per mancanza di ossigenazione, hanno fatto progressivamente aggravare le sue condizioni. Infine la morte.

Durante la gravidanza, esattamente al quinto mese, Isabella, infermiera, diabetica, si era sottoposto a un’ecografia per il controllo della morfologia in una struttura privata ma la malformazione non era stata rilevata. Il referto diceva che è tutto a posto.

“Nostro figlio è morto perché l’ecografia della morfologia non ha rilevato il problema cardiaco – dicono i genitori –, e pensare che ci eravamo rivolti a una struttura privata convinti che ci avrebbe dato maggiori garanzie”.

Per quanto riguarda i medici di Belcolle la coppia afferma: “Non puntiamo il dito contro nessuno, non abbiamo nulla contro i medici, ma ci chiediamo se il principale ospedale della provincia avesse avuto le strutture necessarie per intervenire nostro figlio sarebbe ancora vivo?”.

Ad avviso del dottor Massimo Polumbo, primario del reparto di pediatria di Belcolle, il bambino forse si sarebbe potuto salvare se la malformazione fosse stata diagnostica durante la gestazione e la mamma fosse stata ricoverata in un centro specializzato.

“In questi casi– spiega – il bambino dovrebbe passare dall’utero materno al tavolo operatorio, dove il cardiochirurgo interviene senza perdite di tempo e, soprattutto, avendo a disposizione una diagnosi precisa. Sì fosse stata fatta una diagnosi precoce, sia i genitori che i medici sarebbero stati pronti ad affrontare ogni situazione”.

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