

Una delle cartucce più efficaci di questa edizione di ‘Quartieri dell’Arte’ è sicuramente lo spettacolo che lunedì 12 settembre andrà a portare in scena Nicola Nocella. Stiamo parlando de ‘La Germania è veramente il centro del teatro occidentale?’ di Rafael Spregelburd. L’appuntamento è per le 21 presso la splendida location de ‘I Giardini di Ararat’, angolo di paradiso situato lungo Strada Romana.
Nocella è uno dei giovani attori italiani più sorprendenti. Frequenta dal 2004 al 2006 il corso per attori presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. A partire dal 2007 è testimonial in alcuni spot televisivi nazionali e debutta in televisione nella fiction ‘Caterina e le sue figlie 2’, diretta da Vincenzo Terracciano. Il successo vero però arriva nel 2010 con il film di Pupi Avati ‘Il figlio più piccolo’. Che lo vede interpretare il ruolo di figlio di un cinico Christian De Sica.
Un’interpretazione che lo premia con il Nastro d’Argento come migliore attore esordiente. Il premio gli viene confermato nel 2011 come migliore attore protagonista per il cortometraggio ‘Omero bello di nonna’.
Nocella è stato protagonista anche nella passata edizione di QdA dove ha regalato al pubblico un monologo su John Belushi, proprio all’interno del locale viterbese Belushi. C’è grande attesa per questa nuova performance del bravo attore.
Lo spettacolo di quest’anno è stato descritto così dallo stesso Rafael Spregelburd: “Una battaglia di ingegni su una scena intellettuale in continua mutazione (da sinistra a destra, naturalmente, come quando si legge in giapponese, o, temo, come quando si legge in quasi tutta l’Europa) dove il passo del fenomeno teatrale si nasconde sotto il manto sempre vago di una supposta postmodernità che nessuno capisce o è in grado di definire. Un paese strano e formidabile.I teatri di stato (che in Germania- a differenza degli altri paesi- sono in prima linea nella definizione della tendenza generale del teatro) fanno negoziati col pubblico sulla base di quello che i retti contribuenti che lo compongono si aspettano, dai teatri come da altre istituzioni, per esempio la Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche.
Puntualità, efficienza, modernità, che ne so io cosa si aspettano. Ai miei confusi occhi argentini, questo patto, questa specie di esacerbazione del sistema di rappresentanza è tanto feroce quanto sensato”.
Un pezzo tra il critico e l’aneddotico in una serata che ha i ritmi della stand-up comedy.