

VITERBO – Niente riscaldamento nelle scuole, stop a ristrutturazioni e manutenzioni degli istituti scolastici.
Queste le conclusioni dell’Upi (Unione delle province italiane) nell’incontro di ieri, cui ha partecipato anche il presidente Marcello Meroi.
‘’Occorre però precisare – spiega subito il numero uno di Palazzo Gentili – che non si tratta di un atto dimostrativo, né, tantomeno, di una sorta di ritorsione nei confronti di un governo interessato solo a diffondere slogan populistici e vuoti e a procedere alla demolizione sistematica dell’autonomia di Enti locali previsti dalla Costituzione. La decisione è stata presa, molto più semplicemente e drammaticamente, perché i soldi non ci sono’’.
‘’Da una lettura più attenta del decreto – continua Meroi – è emerso che entro il prossimo 30 aprile le province dovranno mettere mano ad una serie di adempimenti che riguardano il bilancio e la gestione. Particolarmente importanti saranno le procedure secondo cui si dovrà sistemare un bilancio che tenga conto del patto di stabilità. Patto di stabilità che fino ad oggi è stato sforato soltanto perché esisteva una continuità amministrativa dell’ente. Con il decreto di accorpamento delle province – spiega ancora il presidente – tutto ciò non sarà più possibile, anche perché sarebbe immediatamente nominato un commissario ad acta’’.
‘’La conseguenza di questo processo – esplicita Meroi – è che non ci sono più soldi per dare servizi ai cittadini. Primi fra tutti i riscaldamenti nelle classi e la manutenzione delle scuole’’.
Considerando che nella Tuscia gli edifici scolastici di competenza della Provincia sono 27, il problema è considerevole. Un bel rompicapo.
‘’Una situazione che ci addolora – riprende Marcello Meroi – e che ci vede ancora impegnati a escogitare una qualche forma di soluzione, ma temo che i margini siano molto stretti, se non addirittura inesistenti. L’Unione delle province lombarde, ad esempio, ha proposto, in alternativa, di chiudere le scuole una decina di giorni nel pieno dell’inverno, e recuperarli in estate. Una sorta di vacanze forzate e relativo prolungamento forzato delle lezioni. Non sappiamo se sia fattibile’’.
Il problema comunque persiste, ma soprattutto ‘’ci siamo già dentro’’.
‘’L’Upi – annuncia Meroi – ha chiesto anche un incontro con il governo, segnatamente con il ministro Grilli (il solo che può chiudere o aprire i cordoni della borsa, ndr). L’Upi aveva proposto di escludere dal patto di stabilità la manutenzione delle scuole. Così non è stato ma intendiamo riproporlo al ministro Grilli. Speriamo che nel giro di qualche giorno ci venga data una risposta, possibilmente positiva. Altrimenti, purtroppo, saranno guai seri’’.
Si andasse sciaguratamente verso la drasticità di quelle misure, dicembre e gennaio diventerebbero mesi difficili, molto difficili, per la scuola viterbese.
Dicembre e gennaio? ‘’Non so se saranno quei mesi – dice realisticamente Meroi, portandosi probabilmente sulle spalle un peso non voluto – semplicemente perché non so quando arriverà il freddo’’.
Come dire, insomma, che il grande freddo tra i banchi di scuola potrebbe essere anche anticipato.
In tutto ciò, come è noto, non esistono più le ‘’mezze stagioni’’ e ‘’l’inverno mite’’. Potere dello spread: i luoghi comuni diventano veri e propri desideri.