

Un racconto di vita nella Transnistria di oggi, tra “criminali onesti” e codici guerreschi Un “romanzo criminale” in una terra di nessuno. È Educazione siberiana, di Nicolai Lilin, libro che l’autore presenterà a Caffeina 2009 lunedì 13 luglio alle 21.30 nel cortile di Palazzo San Carluccio. Lilin ha ventinove anni e non fa altro che raccontare il suo percorso di vita, in Transnistria – regione lontana da tutto, contesa e afflitta da scontri etnici e politici – all’interno di una comunità di urka, “criminali onesti” che si tramandano antichi codici “guerreschi”: dall’uso dei tatuaggi per raccontare se stessi, al rispetto per gli anziani, la difesa dei più deboli, il divieto di stuprare, di mentire, di fare usura. Sono criminali che rubano solo ai ricchi e allo Stato, che seguono – come dice Lilin – «norme di giustizia non scritte», perché «se nasci in quella realtà non puoi certo diventare Gandhi, ma almeno vivi in una società che ha regole e diritti, non solo soprusi». Un racconto forte, a tratti quasi di insostenibile crudezza, ma un racconto vissuto sulla propria pelle, in tutti i sensi.