ANNO 27 n° 276
No all'aeroporto. "Sono fondi da poter usare nella riqualificazione di altri settori"
Ieri si è svolta la passeggiata organizzata dal comitato che si oppone all’aeroporto per sensibilizzare la cittadinanza viterbese sui risvolti negativi che avrà la costruzione, dell’ormai noto, scalo aeroportuale. Il circolo di Viterbo del partito della Rifondazione Comunista ha partecipato all’iniziativa riconfermando le ragioni per cui, sin dall’inizio, si è attivato come unica forza politica scientemente convinta che la costruzione di uno scalo internazionale, come quello previsto, fosse incompatibile con lo sviluppo di una città vocata al termalismo e all’agricoltura di qualità come Viterbo.

Crediamo infatti che le risorse finanziarie atte a realizzare tale opera possano essere invece investite nello sviluppo di un progetto di valorizzazione dell’area termale e del turismo che ne deriverebbe. Un turismo che porterebbe posti di lavoro ed accrescimento culturale oltre che economico alla nostra città. Appoggiamo inoltre il comitato degli agricoltori viterbesi fortemente preoccupato dei gravi danni che l’aeroporto arrecherebbe all’economia agricola locale a causa del forte inquinamento acustico e chimico e alla devastazione del territorio rurale dovuto ai megalomani progetti infrastrutturali legati ad esso. Le infrastrutture sulle quali, invece, dovremmo puntare sono: la riqualificazione della cassia, l’ammodernamento delle linee ferroviarie e il completamento dell’ormai abbandonata tratta Terni-Civitavecchia. Perciò il circolo continuerà a mobilitarsi per difendere i diritti dei lavoratori e la salute dell’uomo, impedendo ai soliti pochi di arricchirsi a discapito di molti.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Viterbo



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