ANNO 27 n° 260
Nocciole, la CIA alla commissione agricoltura della Camera

VITERBO - Suona il campanello d’allarme per le nocciole “made in Italy”, ma soprattutto per la salute dei consumatori. A farlo squillare sono le produzioni turche e gli alti valori di aflatossine che contengono. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che, nel corso di un’audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera, ha chiesto un urgente e straordinario intervento da parte del governo italiano per contrastare, in accordo con l’intera filiera, l’iter, già avviato da parte dell’Unione europea, di modifica dell’attuale normativa comunitaria, con la quale s’innalzano i tetti massimi di aflatossine consentiti sulla frutta a guscio. Una misura, approvata il 15 ottobre scorso, nonostante la netta contrarietà dell’Italia, da parte del Comitato permanente per la catena alimentare europea presso la DG Sanco, che avrebbe effetti devastanti per la nostra produzione e aprirebbe ulteriormente le porte all’importazione turca di un prodotto che, rispetto a quello italiano, ha, appunto, grossi problemi di contaminazione da aflatossine.

La delegazione della C.I.A. composta dal Presidente Provinciale Coretti,dal responsabile del settore nazionale Enzo Mastrobuono e dal dirigente provinciale nonché corilicoltore Fabrizio Pini ha inoltre chiesto al governo italiano di prevedere, sin da oggi, nel caso di una futura crisi di mercato delle nocciole italiane, l’avvio di una procedura di richiesta di clausola di salvaguardia contro l’import turco, a livello comunitario, per difendere le produzioni italiane.

La Cia considera, inoltre, necessario rivedere e rafforzare il sistema dei controlli fito-sanitari ai posti di frontiera italiana. Il prodotto turco che entra in Italia deve essere maggiormente soggetto, come numero di campioni esaminati, alla verifica dei livelli di aflatossine (o altri contaminanti) presenti. In sostanza, si chiede maggiore efficienza nell’individuazione delle partite a rischio.




Facebook Twitter Rss