

VITERBO – “Le tracce ematiche rinvenute appartengono a Tatiana ed Elena Ceoban, con una probabilità che arriva al 99%”. Non ne ha dubbi il perito d’ufficio incaricato di verificare la natura delle tracce biologiche rinvenute nella villetta di Cannicelle a Gradoli dove, secondo l’accusa, il 30 maggio del 2009 sarebbero state uccise le due donne moldave.
Delle 21 tracce ematiche trovate nell’abitazione, otto sono state definite qualicabili: sette sono attribuibili a Tatiana e sono state scoperte in cucina, una invece è di Elena, rinvenuta nelle sua cameretta. Sono queste le conclusioni avanzate dalla dott.sa Elena Pilli del Dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università di Firenze, che ha parlato di “esito positivo” per le macchie di sangue trovate sul pomello della corda della tenda, sulla porta, sul frigorifero, sul battiporta, sul vetro, sulla televisione, sulla sedia, sul tavolino e su una ciotola della cucina e sul cuscino della camera di Elena.
Dello stesso avviso anche il consulente dell’accusa, il tenente dei Ris Luca Gasparollo, che ha parlato di due possibili categorie di tracce da poter esaminare: quelle evidenti e quelle diluite e di sospetta natura biologica, in cui non è possibile verificare in piena sicurezza e certezza la presenza di Dna umano. In questo caso fra le possibili cause c’è anche il tentativo di distruzione attraverso, ad esempio, l’impiego di detergenti per ripulire la macchia. Tentativo che, secondo il tenente, probabilmente sarebbe avvenuto sul frigo dove sono stati trovati dei microschizzi di sangue e dove si poteva notare in evidenza una strisciata bianca più chiara rispetto al resto, derivante con molta probabilità dal passaggio di un panno.
Altro tema affrontato in udienza è stato il materiale pedopornografico trovato sul computer di Esposito. Il maresciallo Lorenzo Giampieri del reparto tecnologie informatiche dei Ris, infatti, ha scoperto sul computer trovato nel locale di via Piave tre filmati con minorenni impegnate in scene di sesso, inoltre fra le varie cominicazione via Skype rinvenute molte erano fra Esposito e la cognata Ala: l’ultima risalente all’8 aprile 2009, da cui sono stati estrapolati anche dei fermo immagini con i due in abiti succinti. Su un altro computer dell’elettricista, questa volta repertato nella villetta di Cannicelle, il maresciallo dei Ris ha trovato una serie di file eliminati la cui nomenclatura, però, rimandava a materiale pedopornografico e quattro immagini con giovani donne in pose ambigue.
Giampieri ha anche fornito al pm il cd in cui cui si vedeva Ala in scene di nudità e di sesso e che conteneva 11.416 messaggi di testo scambiati fra i due amanti nel 2007, ed il dvd con il video del rapporto sessuale fra Esposito ed Ala risalente al 13 giugno sempre 2007.
Al vaglio del consulente di accusa anche gli accessi informatici al computer di Paolo del 30 maggio 2009 (data della scomparsa di Tatiana ed Elena). Quel giorno sono stati riscontrati due blocchi di lavoro: uno fra le 9.14 e le 11.43 del mattino e l’altro fra le 21.49 e le 22.12 della sera.
Fra i numerosi messaggi di testo scambiati fra i due amanti, inoltre, secondo alcune indiscrezioni sembrerebbe che in molti Ala e Paolo avrebbero parlato di come allontanare Tatiana dalla loro vita e di come voler costruire un nuovo nucleo familiare che includesse anche Elena, oltre alla piccola Erika, di cui Esposito aveva chiesto l’affidamento esclusivo.
La prossima udienza è stata fissata per venerdì 12 novembre, quando sarà ascoltato l’ex capitano della compagnia dei carabinieri di Viterbo Marco Ciervo.