ANNO 27 n° 278
Noir di Gradoli, un biglietto di Tatiana potrebbe riaprire la pista dell'allontanamento volontario

VITERBO - Già durante la prima perquisizione della villetta di via Cannicelli a Gradoli, avvenuta l'11 giugno del 2009, i carabinieri erano andati nell'abitazione dove si sospetta siano state uccise Tatiana Ceoban e la figlia Elena con l'intento di verificare se lì si fosse verificato un atto violento.

E' quanto emerso dall'udienza di questa mattina nel processo che vede come imputati Paolo Esposito ed Ala Ceoban con l'accusa di duplice omicidio ed occultamento di cadaveri. E' stato ascoltato, infatti, il comandante della seconda sezione della compagnia di Viterbo, che si occupa dei rilievi scientifici, il maresciallo Fortunato Casile, che ha ripercorso le indagini svolte dopo la denuncia di scomparsa delle due, confermando che durante il primo sopralluogo le analisi fatte con il combur test avevano dato esito positivo, facendo ipotizzare la presenza di tracce ematiche.

Durante la prima perquisizione della villetta, inoltrte, i carabinieri oltre a sequestrare l'intero immobile e numerosi oggetti della casa, come tre agende ed un telefonino, hanno anche trovato sulla scrivania della camera da letto di Elena un biglietto lasciato da Tatiana alla figlia su cui c'era scritto: "Prendi le chiavi di casa, poi ti spiego". Questo reperto, che il maresciallo Casile, però, ha affermato di non ricordare, sarebbe fondamentale per i legali dei due imputati, in quanto potrebbe provare la volontà delle due di allontanarsi da Gradoli volontariamente, come sostenuto dalla difesa.

L'udienza si è incentrata poi sul ritrovamente nei locali di via Piave, di proprietà di Esposito, del cellulare su cui Elena ricevette l'ultima telefonata il 30 maggio 2009 (giorno della sua scomparsa) alle ore 17.36 da parte della madre, che è stato sequestrato solamente il 4 agosto, e sulle registrazioni video in cui si vede Tatiana acquistare un videocamera nel negozio di elettronica "Unieuro" di Viterbo. Videocamera mai sequestrata dai carabinieri e che sarà esibita alla corte venerdì prossimo, 21 gennaio, quando è stata convocata la prossima udienza.

 




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