ANNO 27 n° 270
Noir di Gradoli - Genitori Esposito protestano davanti al tribunale

VITERBO - Clamorosa protesta davanti al tribunale di Viterbo di Enrico e  Maria Esposito, i genitori di Paolo, l'elettricista di Gradoli detenuto dal luglio 2009 con l'accusa di concorso in duplice omicidio e occultamento di cadaveri della sua ex convivente Tatiana Ceoban e della figlia di quest'ultima Elena, scomparse nel nulla ormai un anno fa. I loro corpi non sono stati mai ritrovati.

I genotori di Esposito, secondo i quali il figlio sarebbe innocente, hanno esposto alcuni cartelli per denunciare il fatto che a Paolo, da circa dieci mesi, viene impedito di incontrare la figlia Erika di 6 anni, nata dalla sua relazione con la donna scomparsa.

La bambina, che dopo l'arresto del padre viveva con i nonni paterni, successivamente, su richiesta della procura della Repubblica di Viterbo, è stata affidata dal tribunale dei minori di Roma a una casa famiglia. Al padre è stato anche sospeso l'esercizio della patria potestà. Tutore dela bimba è stato nominato il sindaco di Gradoli.

Successivamente, su richiesta dei difensori di Espisito, gli avvocati Mario Rosati ed Enrico Valentini, il tribunale dei minori ha stabilito che il detenuto può incontrare in carcere la figlia, compatibilmente con le esigenze istruttorie.

Esigenze istruttorie che secondo la difesa sono ormai scadute da tempo, in quanto Esposito e la sua presunta complice, Ala Ceoban, sorella di Tatiana e sua amante,  anch'ella detenuta, sono stati rinviati a giudizio. Nonostante ciò la procura continua a impedire a Paolo di incontrare la figlia.

I genitori si sono presentati questa mattina alle 8 davanti al tribunale con un gazebo e una serie di cartelli. Ma la struttura è stata fatta rimuovere dalle forze dell'ordine in quanto era stata allestita senza autorizzazione sul suolo pubblico. Allora hanno appeso i cartelli sulla loro auto e si sono piazzati davanti al palazzo di giustizia, controllati a distanza dai carabinieri e dalla Digos.

 




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