

VITERBO - Nel corridoio della villetta alla periferia di Gradoli, in cui vivevano Tatiana Ceoban e la figlia Elena, scomparse nel nulla dal 30 maggio scorso, non ci sono tracce di sangue che, come sostiene l’accusa, dimostrerebbero il trascinamento del corpo di almeno una di loro fuori da casa, precisamente quello di Tatiana, dopo che era stata uccisa a coltellate nella cucina dal convivente Paolo Esposito e da Ala Ceoban, sorella della donna e amante segreta dell’uomo. Lo ha detto oggi, in sede di incidente probatorio, la professoressa Elena Pilli, dell'istituto di biologia molecolare di Firenze, incaricata di accertare la natura dei reperti individuati dai Ros nell'abitazione in cui vivevano le due donne.
Il perito ha inoltre confermato che delle 28 macchie individuate nella cucina, solo una decina sono di natura ematica e che il Dna estratto appartiene Tatiana. Nessuna traccia attribuibile alla figlia Elena è stata rilevata.
''Le micro macchie di sangue individuate in cucina – ha detto all'uscita dal tribunale l'avvocato Mario Rosati, difensore di Esposito – potrebbero avere mille origini. Non sappiamo se si sono tutte formate lo stesso giorno o in tempi diversi. Quindi non hanno valore probatorio. Ritengo – ha concluso – che l'esito della perizia sia favorevole agli indagati”.
Rosati ha poi aggiunto che la prossima mossa della difesa sarà la richiesta dell’esecuzione del Bloodstain Pattern Analysis (BPA), una tecnica investigativa che consente di ricostruire con esattezza il percorso compiuto dal sangue che ha provocato delle macchie dal punto in cui è sgorgato a quello in cui è caduto, la prossima dei difensori di Paolo Esposito e Ala Ceoban, accusati dell’omicidio di Tatiana Ceoban, convivente e dell’uomo e sorella della donna, e della figlia Elena, scomparse da Gradoli il 30 maggio scorso.
“Quando s’indaga su un presunto delitto familiare – spiega l’avvocato Mario Rosati, difensore di Esposito - è normale che nell’abitazione si trovino della macchie di sangue e che appartengano ad una o più presone che vivono in quella casa. E' solo l'analisi della dinamica di formazione delle macchie che può dirci qualcosa di attendibile”.
Secondo il legale, nel caso di Gradoli “c’è anche un’anomalia di fondo: i corpi delle presunte vittime non sono stati mai trovati. Noi – aggiunge – riteniamo che si siano allontanante volontariamente da casa. Per questo, con i colleghi che difendono Ala Ceoban, vogliamo chiarire con tutti i mezzi a disposizione la posizione dei nostri assistiti”.