ANNO 27 n° 270
Noir di Gradoli - Niente sangue ma solo marmellata e "Skifidol"

VITERBO - Le macchie puntiformi di colore rosso trovate sulle pareti della cucina non sono di sangue. Lo ha stabilito la nuova perizia effettuata sulle tracce rinvenute nella villetta di via Cannicelle a Gradoli, dove secondo l'accusa Paolo Esposito e la cognata Ala uccisero Tatiana Ceoban e la figlia Elena il 30 maggio del 2009.

Lo scorso lunedì (21 febbraio) i periti chimici Emanuela Petrozzi e Massimo Maineri, insieme alla biologa della polizia scientifica Elisabetta Mei, erano entrati nuovamente nell'abitazione ed avevano prelevato ulteriori campioni del muro dove si ipotizzava che vi fossero alcune tracce di sangue che i due imputati avrebbero cercato di ripulire.

Dall'analisi è merso che non si tratta di sangue, bensì di "Skifidol", una sorta di gelatina colorata  con cui giocavano Elena e la sorellina Erika. "Sulle pareti sono stae trovate non solo macchie puntiformi di colore rosso, ma anche blu - ha commentato l'avvocato di Paolo Esposito, Mario Rosati -. Questo conferma quanto ha sempre dichiarato il mio assistito, cioè che le due bambine giocavano spesso con quel materiale, che andava a finire sui muri. Questo faceva arrabbiare Tatiana, che puliva ripetutamente le macchie che si formavano".

Per quanto riguarda, poi, la macchia rossa trovata sulla cartellina gialla nella cameretta di Elena, anche in questo caso non si tratta di sangue ma di marmellata di fragole.

La prossima udienza del processo sarà venerdì 25 febbraio, quando ad essere ascoltata sarà ancora una volta Ala Ceoban.




Facebook Twitter Rss