ANNO 27 n° 270
Noir di Gradoli - Rigettate le eccezioni della difesa di Esposito

VITERBO  - Con la costituzione come parte civile di Erika, rappresentata dal sindaco di Gradoli Luigi Buzi, suo tutore legale, e della nonna materna della piccola, Elena Nekitor, si è conclusa la prima udienza preliminare per Paolo Esposito, l'elettricista di Gradoli accusato insieme alla cognata Ala di duplice omicidio e occultamento di cadavere in relazione alla scomparsa di Tatiana ed Elena Ceoban, avvenuta lo scorso 30 maggio.

In precedenza il gup Salvatore Fanti aveva rigettato le eccezioni presentate dalla difesa di Esposito e Ala Ceoban che avevano richiesto le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e di non mettere agli atti le dichiarazioni rese da Ala lo scorso 29 luglio, perché sentita come "persona informata sui fatti", quando in realtà era già indagata.

"Abbiamo richiesto anche di risentire alcuni testimoni che hanno dichiarato di aver visto Tatiana viva giorni dopo la data della sua scomparsa - ha affermato il difensore di Esposito, Mario Rosati - ma il giudice non lo ha ammesso. In questa vicenda abbiamo riscontrato delle incongruenze che ci lasciano perplessi: ad esempio la parrucchiera Ginfranca Fabbri il lunedì seguente alla scomparsa delle due donne, il primo giugno, in un resoconto lucido e dettagliato aveva asserito di aver visto Tatiana. La donna però è stata risentita solo il 18 novembre e in quell'occasione ha dichiarato di non ricordarsi esattamente cosa fosse successo. La domanda è: perché è stata riiascoltata dopo la bellezza di sei mesi?"

Il magistrato ha invece accolto la richiesta di considerare nulli gli interrogatori dei genitori di Paolo, perché non erano stati informati del diritto di astenersi sul rilasciare dichiarazioni sui propri congiunti

La prossima udienza è prevista per il 22 marzo in cui sarà deciso se rinviare o meno a giudizio Esposito e Ala.




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