

GRADOLI - Il giallo di Gradoli torna a far scalpore al livello nazionale e locale grazie alla trasmissione "Chi l'ha visto?" andata in onda ieri sera su Rai Tre. Nella scorsa puntata, infatti, ad intervenire è stato direttamente il comandante della compagnia dei carabinieri di Viterbo, il capitano Marco Ciervo, che da mesi ormai sta indagando sulla scomparsa di Tatiana Ceoban e della figlia Elena. Ciervo si è rivolto direttamente ai cittadini chiedendo che chiunque abbia visto una Skoda blu o una Focus grigia nei dintorni di Gradoli il 30 maggio scorso si rivolga alle forze dell'ordine.
Gli inquirenti, infatti, stanno cercando ulteriori prove a conferma dell'accusa di duplice omicidio che pende su Paolo Esposito, compagno di Tatiana, e di Ala Ceoban, sorella della donna scomparsa. Tra i due c'era una relazione che a detta di Ala era di sola natura sessuale. Le conversazioni fra i due cognati erano molto massicce: in base ai tabulati telefonici risultavano più di 50 contatti al giorno, che il 29 maggio sono addirittura saliti a 160. Ad incastrarli, inoltre, ci sarebbero le numerose tracce di sangue rinvenute nella cucina della villetta di Cannicelle, che secondo i Ris apparterrebbero a Tatiana.
Per Ciervo, il 30 maggio nell'abitazione erano presenti Paolo e Ala, anche perché in quella giornata fra i due ci sono stati solo due contatti telefonici: secondo la ricostruzione dell'accusa nella casa prima sarebbe giunta la figlia Elena poi Tatiana. A confermare la presenza di Tatiana nel paese quel giorno di fine maggio è anche l'autista dell'autobus, Stefano Gubbiotti: la sua fidanzata, presente anch'essa sul bus, si direbbe certa di aver visto scendere la donna a Cannicelle.
Intanto Ala e Paolo continuano a dichiararsi innocenti, sostenendo che le due donne moldave si siano allontanate volontariamente da Gradoli.